Sacile (giovedì, 29 gennaio 2026) — Alberto Biasi non smette di sorprendere. A 66 anni di carriera, il maestro padovano della Neoavanguardia italiana continua a esplorare il dinamismo nell’arte, trasformando lo spazio e il tempo in esperienze visive uniche.
di Monia Settimi
Dal 6 febbraio al 12 aprile, Palazzo Regazzoni a Sacile ospiterà una mostra dedicata al suo lavoro cinetico, organizzata dal Comune di Sacile insieme a Studio d’Arte GR e all’Archivio Storico degli Artisti Veneti, a cura di Stefano Cecchetto e Giovanni Granzotto. Al centro della rassegna ci saranno circa venti opere che mutano davanti agli occhi dello spettatore, restituendo una percezione in continua evoluzione, un segno del concetto di dinamismo che Biasi ha sviluppato con il Gruppo N negli anni Sessanta.
La mostra si inserisce nel programma culturale delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026 e propone anche opere di grandi protagonisti dell’Optical Art, da Victor Vasarely a Julio Le Parc, da Gianni Colombo a Getulio Alviani, fino a maestri della percezione e della geometria come Josef Albers, Jorrit Tornquist e Umberto Mariani.
Il 2026 segna per Biasi un anno particolarmente ricco di appuntamenti: dopo Sacile, il maestro sarà protagonista di una personale a Palazzo Reale di Napoli a fine maggio. Da agosto a gennaio 2027, alcune sue opere storiche—tra cui “Gocce” (1964) e le due “Trame piccole” (1959-1960)—saranno esposte a Locarno, in una collettiva ospitata dal Museo Casa Rusca, con prestiti anche dalla Galleria Allegra Ravizza.
Non finisce qui: la sua opera cinetica “Luce di prismi” è attualmente visibile a Torino, nelle OGR, all’interno della collettiva ELECTRIC DREAMS. Art & Technology Before the Internet, in collaborazione con la Tate Modern di Londra, aperta fino al 10 maggio 2026.
Con il suo consueto humor, Biasi commenta ironicamente: “A Londra hanno scritto che ero nato nel 1937 e morto nel 2016. Sbagliato! È la seconda volta che mi danno per morto… evidentemente mi rinnovano la vita.”
Ancora oggi, Alberto Biasi dimostra che l’arte non invecchia mai: le sue opere, in movimento costante, confermano come il dinamismo possa travalicare il tempo, trasformando chi osserva in parte stessa dell’opera.
Last modified: Gennaio 30, 2026

