Pordenone (lunedì, 22 dicembre 2025) — Si chiude con la fine dell’anno un capitolo importante della sanità friulana. Il dottor Andrea Bontadini, direttore del Dipartimento di Medicina Trasfusionale dell’Azienda Sanitaria Friuli Occidentale, conclude il suo percorso professionale dopo 35 anni di carriera, gli ultimi vissuti intensamente a Pordenone, lasciando un’eredità fatta di innovazione, crescita e visione.
di Monia Settimi
Arrivato a Pordenone all’inizio del 2018, Bontadini ha trovato – come lui stesso racconta – una realtà già solida, composta da professionisti di alto livello. Su queste basi ha costruito un percorso di sviluppo che ha rafforzato il Dipartimento sia sul piano scientifico che su quello assistenziale, affrontando con determinazione anche le sfide più complesse, pandemia compresa.
Uno dei risultati più evidenti del suo mandato è stato il forte incremento della donazione di plasma. Grazie all’introduzione di un nuovo sistema di prenotazione e programmazione, avviato nel 2019, Pordenone è passata a oltre 6.200 donazioni di plasmaferesi all’anno, con un aumento di circa 1.200 rispetto al 2018. Un traguardo reso possibile anche dalla sinergia costante con le associazioni dei donatori, protagoniste di un lavoro continuo di informazione e sensibilizzazione sul territorio.
Grande attenzione è stata riservata anche alle nuove generazioni, con giornate di raccolta nelle scuole per avvicinare i giovani alla cultura della donazione. Un investimento sul futuro, nella convinzione che la medicina trasfusionale abbia bisogno di basi solide e partecipazione consapevole.
Sul fronte dell’innovazione, sotto la guida di Bontadini il Dipartimento ha compiuto un salto di qualità decisivo. La richiesta trasfusionale informatizzata e l’introduzione delle frigoemoteche a controllo remoto – un modello unico a livello regionale – hanno migliorato sicurezza, tracciabilità e rapidità degli interventi, soprattutto nelle emergenze. Il sistema, oggi operativo anche nel nuovo Ospedale di Pordenone, consente di avere sangue disponibile in pochi minuti a ridosso di sale operatorie e Pronto Soccorso.
Tra i traguardi più significativi figurano anche la riorganizzazione dei servizi trasfusionali con il passaggio dal CRO ad ASFO e la nascita, nel 2024, del Dipartimento Interaziendale di Medicina Trasfusionale, che ha rafforzato la collaborazione regionale per la raccolta di cellule staminali e le attività ambulatoriali.
Nel 2022 Bontadini ha inoltre assunto il ruolo di Coordinatore Regionale Sangue, contribuendo alla definizione di un modello di programmazione che ha portato il Friuli Venezia Giulia ai vertici nazionali per plasma conferito, in rapporto alla popolazione.
Ora, guardando al futuro, il direttore lascia un sistema pronto ad affrontare le nuove normative europee sui tessuti previste per il 2027, con una medicina trasfusionale sempre più vicina ai pazienti e integrata nei percorsi di cura.
Il saluto finale è carico di riconoscenza: Bontadini ringrazia colleghi e collaboratori – medici, infermieri, tecnici e amministrativi – e conferma il legame profondo con il territorio. «Mi sono trovato così bene a Pordenone che resterò a vivere qui», confida. Un segno tangibile di un percorso professionale che ha lasciato il segno, non solo nei numeri, ma soprattutto nelle persone.
Last modified: Dicembre 22, 2025

