Scritto da 10:41 pm Pordenone, Politica, Top News

Confindustria rimuove la bandiera di Israele: «Non su richiesta di qualcuno, ma per non alimentare l’odio»

Pordenone (giovedì, 31 luglio 2025) — Dopo mesi di polemiche, il vessillo israeliano non sventola più sulla facciata di Palazzo Klefisch, sede di Confindustria Alto Adriatico. Lo ha deciso il presidente Michelangelo Agrusti, che precisa: «Non l’abbiamo tolta per pressioni esterne, ma per evitare di dare pretesti a chi vive cercando un nemico da additare. Tornerà al suo posto quando questa guerra maledetta sarà finita».

di Monia Settimi

La bandiera era stata issata il 7 ottobre 2023, in segno di solidarietà con Israele dopo l’attacco di Hamas. Un gesto che per Agrusti aveva un significato chiaro: ricordare le vittime dei massacri, gli ostaggi, la brutalità subita da civili innocenti. Ma per il movimento civico Il Bene Comune, la scelta rappresentava «un appoggio esplicito a uno Stato responsabile di crimini di guerra e occupazione militare».

Il dibattito si è infiammato quando Agrusti, dalle colonne dei giornali locali, aveva invitato a boicottare la Coop Consumatori per la decisione di rimuovere i prodotti israeliani dagli scaffali. Le critiche si sono moltiplicate, chiedendo la rimozione immediata del vessillo.

Agrusti però respinge l’idea che il gesto fosse politico. «Quella bandiera – afferma – era e resta un simbolo di vicinanza agli ebrei di questa regione e alla memoria della Shoah. Non significa approvare un governo o una guerra. Gli ebrei non sono tutti Netanyahu, come i palestinesi non sono tutti Hamas».

Per il presidente, l’auspicio è che la guerra finisca presto e che «anche i palestinesi possano avere uno Stato che viva in pace accanto a Israele». Fino ad allora, la bandiera resterà custodita. In attesa di tornare a sventolare, non come segno di divisione, ma di memoria e speranza.

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Last modified: Luglio 31, 2025
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