Porcia (giovedì, 28 agosto 2025) — Tonfo in Borsa per Electrolux. Il colosso svedese degli elettrodomestici ha registrato un nuovo scivolone a Stoccolma: -4,8% a 57,52 corone, dopo il crollo del 15% seguito alla pubblicazione della trimestrale.
di Monia Settimi
A mettere benzina sul fuoco è stata l’analisi del quotidiano finanziario Dagens Industri, secondo cui l’azienda non avrebbe alternative a un aumento di capitale per fronteggiare una situazione definita “delicata e in rapido deterioramento”. Dai 110 SEK di febbraio, il titolo ha perso quasi metà del proprio valore, lasciando sul terreno circa il 35%. Sul tavolo restano i nodi del flusso di cassa negativo e dell’indebitamento in crescita. L’ipotesi è di un rafforzamento patrimoniale che riporterebbe la capitalizzazione intorno ai 17 miliardi di corone, rendendo più sostenibile un debito stimato sugli 11 miliardi.
A sostenere un’eventuale manovra straordinaria potrebbe essere il colosso Investor, della famiglia Wallenberg, che già oggi detiene il 18% del capitale e il 30% dei diritti di voto. Ma i dati restano allarmanti: l’utile operativo (797 milioni di corone) non basta a compensare la contrazione dei ricavi (-8%), scesi a 31,3 miliardi.
La crisi del gruppo si riflette anche nello stabilimento di Porcia (Pordenone), cuore produttivo italiano di Electrolux, dove la frenata degli ordini ha portato all’introduzione di contratti di solidarietà e al passaggio da due turni a uno solo. Ad oggi sono circa 100 i dipendenti coinvolti negli ammortizzatori, mentre la fabbrica impiega complessivamente 1.400 persone. Nonostante le difficoltà, il gruppo ha confermato per il 2025 una produzione di 725mila pezzi (in lieve aumento rispetto ai 707mila del 2024) e un piano di investimenti da 12 milioni di euro.
I sindacati chiedono un nuovo tavolo con le istituzioni dopo l’incontro al Ministero delle Imprese del 5 giugno, durante il quale l’azienda aveva illustrato i riflessi della crisi europea del settore elettrodomestico.
Sul fronte politico è arrivato il pressing dell’opposizione. La responsabile regionale Lavoro del Pd Fvg, Valentina Francescon, ha lanciato l’allarme: «Il Governo e la Regione devono riaprire subito il dossier Electrolux. Servono risposte concrete su investimenti e piani industriali: i lavoratori vivono da tempo con ammortizzatori sociali e turni ridotti, non possiamo permettere altre sorprese».
La crisi di Electrolux, unita alla pressione dei concorrenti turchi, cinesi e tedeschi, sembra confermare un dato: lo spazio per l’industria europea dell’elettrodomestico si sta restringendo sempre di più.
Last modified: Agosto 28, 2025

