Pordenone (mercoledì, 1° ottobre 2025) — Il disagio abitativo in Friuli Venezia Giulia continua a crescere: nel 2024 gli sfratti emessi hanno segnato un aumento del 3,5% rispetto all’anno precedente, un incremento superiore alla media nazionale (2%). In totale sono stati 683 i provvedimenti emessi, di cui oltre il 70% per morosità, confermando una tendenza preoccupante che interessa soprattutto le famiglie più fragili.
di Monia Settimi
A livello provinciale, Gorizia è il territorio più colpito, con un’impennata del 58,5% nei provvedimenti di sfratto e un incremento del 34,1% nelle richieste di esecuzione. Seguono Trieste, con aumenti significativi delle richieste esecutive (+30,5%), mentre Udine e Pordenone registrano una lieve flessione, anche se il fenomeno resta rilevante.
Renato Kneipp, segretario regionale del Sunia Cgil, sottolinea che i numeri evidenziano la necessità di un intervento immediato: “Serve una strategia nazionale e regionale forte per il diritto alla casa. Occorre rifinanziare il fondo affitti, introdurre misure fiscali mirate e avviare un piano pluriennale di edilizia residenziale pubblica”. Secondo Kneipp, il governo attuale non ha affrontato adeguatamente il problema, lasciando scoperti oltre un milione di nuclei familiari in condizioni di povertà assoluta.
Il Sunia propone tre leve strategiche: il rifinanziamento del fondo affitti e della morosità incolpevole, un piano per ampliare l’edilizia pubblica anche attraverso la rigenerazione urbana, e una revisione fiscale delle locazioni per favorire contratti a lungo termine e arginare il fenomeno degli affitti brevi. Solo così, sostengono i sindacati, si potrà costruire una “politica dell’abitare” che sia sostenibile, inclusiva e capace di combattere la speculazione immobiliare.
Il quadro è chiaro: il tema casa resta una sfida urgente e cruciale, e la strada per affrontarla passa da interventi concreti e coordinati a livello locale e nazionale.
Last modified: Ottobre 2, 2025

