San Vito al Tagliamento (martedì, 29 luglio 2025) — Sfrecciavano tra gli scaffali dei supermercati con un solo obiettivo: individuare anziani distratti, accerchiarli con astuzia e sfilare portafogli in pochi secondi. Era un piano studiato al millimetro, ripetuto con freddezza in più città. Ma a mandare in frantumi l’impunità di questa banda di borseggiatori è stato un tatuaggio sul collo, diventato la chiave per incastrare i responsabili.
di Monia Settimi
Sono finiti in manette tre cittadini bulgari – un uomo e due donne – arrestati dalla Polizia di Stato con l’accusa di far parte di un’organizzazione criminale specializzata in furti seriali ai danni di anziani, in Italia e nel resto d’Europa.
Le indagini sono partite dalla denuncia di una donna di 79 anni, derubata il 19 gennaio scorso mentre faceva la spesa in un supermercato di San Vito al Tagliamento. Gli investigatori, grazie alle telecamere di sorveglianza, hanno seguito le mosse del trio, ricostruendo l’intero copione con cui colpivano: una distraeva, l’altra agiva, l’uomo attendeva fuori a bordo di un’auto a noleggio pronta alla fuga. Solo in quella giornata, la banda ha messo a segno quattro furti tra Udine e Pordenone, per poi ripartire verso la Bulgaria. Un perfetto esempio di trasfertismo criminale.
A fare la differenza è stato quel dettaglio visibile, quasi banale ma rivelatore: un tatuaggio ben in vista sul collo di una delle due donne, immortalato dalle telecamere e subito associato ad altri colpi simili. Gli inquirenti hanno ribattezzato l’operazione ispirandosi proprio a quel segno indelebile.
Le indagini sono state approfondite con intercettazioni, tracciamenti GPS e collaborazione internazionale. Il 19 luglio, due dei tre membri della banda sono stati arrestati all’aeroporto di Orio al Serio, appena atterrati da un volo proveniente dalla Bulgaria. Il terzo è stato fermato il 25 luglio a Trieste, nei pressi della stazione ferroviaria.
I tre sono recidivi, con precedenti per furti simili in Austria e in altri Paesi europei. Le autorità bulgare hanno fornito un contributo decisivo per chiudere il cerchio, ma l’inchiesta non si ferma: si sospetta che il gruppo sia coinvolto in numerosi altri colpi sul territorio nazionale.
Dall’indizio più piccolo – un tatuaggio – è scattato il domino che ha messo fine a una scia di furti silenziosi e ben organizzati. Ma per gli inquirenti, il puzzle potrebbe non essere ancora completo.
Last modified: Luglio 29, 2025

