Pordenone (venerdì, 26 settembre 2025) — Un appello forte e senza mezzi termini arriva dal Friuli-Venezia Giulia. La lista civica Il Bene Comune – Pordenone, insieme ad altre realtà associative e politiche locali – tra cui Adesso Trieste, Alleanza Verdi Sinistra FVG, Rifondazione Comunista FVG e il Movimento 5 Stelle Pordenone – chiede alle istituzioni regionali e comunali di sospendere ogni forma di rapporto con Israele fino alla fine delle operazioni militari e dell’occupazione della Palestina.
di Monia Settimi
La richiesta, indirizzata al Governatore della Regione FVG, al Consiglio Regionale e a tutti i sindaci del territorio, si basa sulla convinzione che anche enti locali abbiano responsabilità internazionali, sancite dagli articoli 117 e 114 della Costituzione. Secondo i promotori, la mobilitazione può rappresentare una risposta concreta alla condanna internazionale delle azioni dello Stato israeliano e un atto di rispetto verso il diritto internazionale e i diritti del popolo palestinese.
Al centro della proposta c’è il blocco immediato di traffici e attracchi navali: le autorità locali dovrebbero vietare l’ingresso nei porti della regione di navi militari o merci a doppio uso dirette o provenienti da Israele. Un invito che si fonda sull’Articolo 11 della Costituzione e sulla Legge 185 del 1990, che vieta il commercio bellico con Paesi in guerra, e che trova eco nelle richieste dell’ONU di embargo sulle armi. I firmatari sottolineano che permettere tali traffici potrebbe configurare collaborazione con crimini internazionali.
Il documento si spinge oltre, chiedendo la sospensione di ogni accordo di cooperazione economica, culturale e istituzionale con Israele, e di bloccare investimenti pubblici verso aziende legate all’apparato militare israeliano. Viene anche sollecitata una presa di posizione diretta dei sindaci presso ANCI e il Governo italiano per rescindere accordi militari e aderire a campagne internazionali di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzione (BDS), fino al pieno rispetto del diritto internazionale.
Un appello che non è solo una richiesta politica, ma una chiamata all’azione civica, per trasformare le parole di condanna in misure concrete, in difesa della pace e della dignità del popolo palestinese.
Last modified: Settembre 26, 2025

