Scritto da 7:46 pm Pordenone, Attualità, Top News

Maltempo e fiume Meschio: scatta il piano d’azione. Due bacini, un protocollo e un tavolo tecnico per evitare nuovi disastri

Pordenone (lunedì, 28 luglio 2025) — Una pioggia senza precedenti, 99,2 millimetri caduti in appena un’ora, ha mandato in tilt il territorio tra Treviso e Pordenone. Il fiume Meschio, sotto pressione, ha mostrato tutta la sua fragilità, mettendo in allarme cittadini e amministratori. Ma questa volta si è deciso di agire in fretta. Al comando provinciale dei vigili del fuoco di Treviso si è tenuto un vertice d’emergenza con i Prefetti di Treviso e Pordenone, gli assessori regionali alla protezione civile Bottacin e Riccardi, e i sindaci di Cordignano, Colle Umberto e Caneva.

di Monia Settimi

Sul tavolo c’è un piano di interventi urgenti e mirati: due bacini di laminazione già progettati dalla Regione Veneto, nuovi pluviometri e idrometri per il monitoraggio in tempo reale e, soprattutto, il rilancio di un protocollo d’azione tra i Comuni più colpiti. Un’alleanza operativa per agire con rapidità e coordinamento in caso di nuove emergenze.

A preoccupare è stato il dato senza precedenti rilevato dalle centraline: un evento meteorologico da “una volta ogni cent’anni”, come ha sottolineato l’assessore Bottacin. Ma la Regione non parte da zero. Sei milioni di euro sono già stati investiti in quest’area negli ultimi dieci anni. Ora si punta a completare il quadro: recupero e adattamento dell’ex cava Merotto per la regolazione delle piene del Meschio, e un secondo bacino alla confluenza del Friga e del Carron, i due affluenti che hanno complicato la situazione negli ultimi episodi.

Il Prefetto di Treviso ha annunciato un primo passo immediato: un tavolo tecnico già fissato per il 5 agosto, incaricato di aggiornare soglie d’allerta, tempistiche e procedure operative per gli enti locali. L’obiettivo è permettere ai sindaci di agire con maggiore velocità e con strumenti già pronti, senza rimanere intrappolati nella burocrazia quando il tempo stringe.

Non solo progetti strutturali, ma anche tecnologia al servizio della prevenzione. La Regione Veneto, ha spiegato Riccardi, installerà nuovi sensori nel 2025 per migliorare la lettura in tempo reale dei fenomeni atmosferici. Serve un’informazione tempestiva per affrontare una realtà ormai evidente: i cambiamenti climatici stanno rendendo eventi estremi sempre più frequenti.

Nel frattempo, la situazione più critica si è registrata nella frazione di Fratta, nel Comune di Caneva, dove intere zone sono finite sott’acqua. “Stiamo lavorando per dare risposte concrete e rapide a questi territori”, ha dichiarato il Prefetto di Pordenone. La strategia è chiara: coordinamento tra i livelli istituzionali, analisi tecnica approfondita, rafforzamento delle difese e maggiore reattività operativa.

L’acqua è scesa in un’ora, ma le soluzioni ora dovranno salire in fretta. La sfida non è solo contenere le esondazioni, ma trasformare l’emergenza in un’occasione per rendere il territorio più sicuro, pronto e resiliente.

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Last modified: Luglio 28, 2025
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