Chions (martedì, 3 febbraio 2026) — Studio, impegno civile e memoria viva si incontrano nel riconoscimento assegnato a Francesca De Piccoli, giovane ricercatrice di Chions, vincitrice della seconda edizione del premio di laurea intitolato a don Pierluigi Di Piazza, figura simbolo dell’accoglienza e del dialogo in Friuli.
di Monia Settimi
Laureata magistrale con 110 e lode in Cittadinanza, istituzioni e politiche europee all’Università di Udine, De Piccoli ha convinto la giuria con una tesi che affronta uno dei nodi più controversi del nostro tempo: le politiche migratorie europee e italiane. Il lavoro, intitolato “Il nuovo patto europeo sulla migrazione e l’asilo e il decreto Cutro”, analizza le conseguenze concrete delle scelte restrittive adottate negli ultimi anni, mettendone in luce criticità e impatti sui diritti delle persone migranti.
Un tema profondamente attuale, ma anche coerente con l’eredità morale di don Pierluigi Di Piazza, che per tutta la vita ha difeso una visione di società aperta, solidale e fondata sulla dignità umana.
Il premio, del valore di 2000 euro, è stato istituito dalla famiglia Di Piazza in collaborazione con l’Ateneo friulano per valorizzare tesi dedicate a pace, giustizia sociale, accoglienza, parità di genere e diritti umani. Un’iniziativa che continua a crescere: 65 le tesi presentate all’edizione 2025, segno di un interesse vivo e diffuso tra le nuove generazioni.
Accanto alla vincitrice, la commissione – composta da Cristiana Compagno, Marina Brollo e Francesca Visintin – ha conferito due menzioni speciali.
La prima a Greta Della Mora, di Martignacco, laureata in Economia aziendale, per la tesi “Discriminazione di genere e gender pay gap: analisi di una disparità sistemica”.
La seconda a Eleonora Rocco, di Udine, laureata in Giurisprudenza, per il lavoro “Minori e disabilità tra discriminazioni e tutele”. Tre ricerche diverse, ma unite da un filo comune: la difesa dei diritti e delle persone più vulnerabili.
Nel corso della cerimonia, il rettore dell’Università di Udine Angelo Montanari ha sottolineato come il premio sia «un modo concreto per far vivere i valori di don Pierluigi attraverso il talento e la passione dei giovani», ricordando il suo impegno contro le disuguaglianze e per la fratellanza.
A ribadire il senso profondo dell’iniziativa anche Vito Di Piazza, fratello del sacerdote: «Pierluigi credeva nei giovani e nella loro capacità di cambiare il mondo. Migrazioni, disuguaglianze, diritti dei minori: sono le battaglie che ha sempre portato avanti con coerenza e coraggio».
A distanza di vent’anni dalla laurea honoris causa conferita a don Pierluigi e un anno dopo l’intitolazione dell’aula studio della Biblioteca scientifica dell’Ateneo, il premio si conferma come un ponte tra università e territorio, tra studio e responsabilità civile.
Per Francesca De Piccoli – e per tutti i giovani coinvolti – il messaggio è chiaro: la conoscenza può ancora essere uno strumento di giustizia, solidarietà e cambiamento reale.
Last modified: Febbraio 4, 2026

