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“Per Elisabetta”: Manuel Agnelli ferma il tempo a Pordenone

Pordenone (domenica, 20 luglio 2025) — A volte basta una nota, un nome sussurrato al microfono, per trasformare un concerto in qualcosa di più. È successo a Pordenone, sotto una pioggia leggera che non è riuscita a spegnere l’energia degli Afterhours, saliti sul palco per celebrare i 20 anni di “Ballate per Piccole Iene”, uno degli album simbolo del rock italiano. Ma a scolpire la serata nella memoria del pubblico è stato un momento inatteso, quasi sussurrato.

di Monia Settimi

Manuel Agnelli si siede al pianoforte, fuori scaletta. Guarda il pubblico e dice: “Non l’abbiamo provata. Ma la voglio dedicare a un’amica che abitava qui: Elisabetta”. Nessuno ha bisogno di spiegazioni: quel nome risuona forte tra le mura della città.

Cinque anni fa, Elisabetta Imelio, cofondatrice dei Prozac+ e anima dei Sick Tamburo, se ne andava troppo presto, portata via da un tumore. Ma il suo impatto sulla musica – e su Pordenone – è ancora vivido. Una figura iconica, capace di cambiare i suoni e i volti del rock italiano tra gli anni ‘90 e 2000. E da allora, amici, fan e colleghi non hanno mai smesso di celebrarla: dai live commemorativi al Capitol fino ai tributi più intimi, come quello andato in scena ieri sera.

“Milano con la peste” – brano intenso e visionario – ha spezzato per un attimo il ritmo serrato dello show. Una canzone che parla di rinascita, di possibilità. “Una canzone sulla speranza, la speranza che si possa cambiare in maniera definitiva”, come l’ha spesso descritta Agnelli. E ieri quella speranza aveva un nome: Elisabetta.

Un gesto silenzioso, potente. Una carezza in musica. In una serata dedicata a celebrare un album, è stato il ricordo di una persona a rubare la scena. Perché certi legami – quelli nati tra palco, studio e anima – non si sciolgono mai.

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Last modified: Luglio 20, 2025
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