Pordenone (martedì, 13 gennaio 2026) — Il nuovo ponte sul fiume Meduna torna al centro del dibattito politico regionale. Dopo la risposta dell’assessore ai Trasporti Cristina Amirante sullo stato dell’opera, arriva l’affondo del consigliere regionale del Partito Democratico Nicola Conficoni, che punta il dito sui tempi di realizzazione: «Se tutto filerà liscio, il ponte vedrà la luce sette anni dopo l’annuncio ufficiale fatto nel 2021. Un ritardo che pesa sullo sviluppo del Friuli Occidentale».
di Monia Settimi
Secondo Conficoni, la responsabilità dei rinvii ricade sulle giunte di centrodestra alla guida della Regione e del Comune di Pordenone, colpevoli – a suo dire – di aver trasformato un’infrastruttura strategica in una promessa rimandata.
Di tutt’altro segno la lettura dell’assessore Amirante, che rivendica i passi avanti compiuti negli ultimi mesi. A inizio dicembre è stata infatti affidata la progettazione e la direzione lavori del nuovo ponte, che collegherà i territori di Pordenone, Cordenons, Fiume Veneto e Zoppola. «Un’opera attesa da decenni – ha spiegato – che entra finalmente in una fase decisiva».
Il cronoprogramma prevede 120 giorni per la redazione del progetto di fattibilità tecnico-economica, cui potrebbero seguire 90 giorni per il progetto esecutivo. La Regione ha già approvato un quadro economico da circa 40 milioni di euro, mentre le procedure di esproprio sono state avviate sulla base delle alternative progettuali.
L’appalto è stato assegnato a un raggruppamento di imprese guidato da Politecnica Ingegneria e Architettura, affiancata da Rina Consulting, Matildi+Partners, Cooprogetti e Idrostudi. L’obiettivo dichiarato dalla Regione è chiudere la progettazione entro il 2026 e avviare i cantieri.
Ma Conficoni non arretra e ripercorre una storia lunga quasi quattro decenni, tra fondi dirottati, competenze rimbalzate tra enti e opere viarie collaterali ancora ferme. «È difficile essere soddisfatti – conclude – dopo anni di annunci e rinvii. L’auspicio è che, almeno, il ponte venga inaugurato solo quando sarà davvero pronto».
Un’opera simbolo, dunque, che continua a dividere: tra chi rivendica i passi avanti e chi denuncia troppi anni di attesa per un’infrastruttura ritenuta cruciale per il territorio.
Last modified: Gennaio 13, 2026

