Pordenone (giovedì, 2 ottobre 2025) — La Cgil Friuli Venezia Giulia ha proclamato per venerdì 3 ottobre uno sciopero generale di 24 ore che coinvolgerà tutti i settori pubblici e privati. La decisione nasce dopo l’attacco alla missione della Flottilla diretta a Gaza, un episodio che il sindacato ha definito di “gravità estrema” e che, secondo il segretario regionale Michele Piga, rappresenta una violazione dei principi costituzionali e del diritto internazionale.
di Monia Settimi
«Si è trattato di un’aggressione a navi civili con a bordo anche cittadine e cittadini italiani – ha dichiarato Piga –. Non solo è stato impedito un tentativo umanitario di aprire corridoi per i soccorsi alla popolazione di Gaza, ma si è messa a rischio la vita di lavoratori e volontari. Ancora più grave è che il governo italiano abbia abbandonato i propri connazionali in acque internazionali, venendo meno al dovere di tutela sancito dalla Costituzione».
Alla giornata di mobilitazione si affiancheranno diverse iniziative sul territorio. Giovedì saranno protagonisti i lavoratori della sanità, con flash mob pro Palestina in oltre cento ospedali italiani, tra cui Trieste-Cattinara, Gorizia, Monfalcone, Udine, Pordenone e San Vito al Tagliamento. Venerdì mattina il momento più significativo sarà il corteo di Trieste, con partenza alle 9 dal Giardino pubblico di via Giulia e arrivo in Piazza Oberdan, a cui parteciperanno anche studenti e studentesse dell’Unione degli Universitari e della Rete degli Studenti medi. Manifestazioni sono previste anche a Pordenone, dalle 9.30 in piazza XX Settembre, a Monfalcone dalle 10 alle 12 in piazza Repubblica e a Udine davanti alla Prefettura dalle 11.
Per Piga, la missione della Flottilla ha rappresentato l’unico reale tentativo di aprire corridoi umanitari verso Gaza, mentre la comunità internazionale rimane ferma di fronte a una tragedia che continua a consumarsi. «L’intervento contro la missione è avvenuto fuori dalle acque territoriali, in aperta violazione delle regole internazionali – ha aggiunto –. L’Italia, l’Europa e le Nazioni Unite devono reagire con fermezza, perché non è più tollerabile voltarsi dall’altra parte».
Last modified: Ottobre 2, 2025

