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Serracchiani boccia l’accordo Ue-Usa: “Dazi dannosi, servono ristori urgenti per le imprese”

Pordenone (martedì, 29 luglio 2025) — Una scelta sbagliata, che penalizza l’economia italiana e mette in difficoltà le imprese già provate dal contesto globale. È il giudizio netto della deputata Debora Serracchiani sull’accordo tra Stati Uniti e Unione Europea in materia di dazi, definito “svantaggioso e poco lungimirante” durante un incontro con i vertici di Confindustria FVG a Pordenone.

di Monia Settimi

Al centro del confronto, svoltosi a Palazzo Kleflisch, la preoccupazione concreta per gli effetti dell’intesa sul tessuto produttivo del Friuli Venezia Giulia. I rappresentanti industriali Pierluigi Zamò, Luigino Pozzo e Michelangelo Agrusti hanno sottolineato come la nuova intesa rischi di ostacolare l’export verso gli USA, aggravando una fase già delicata per molte aziende del territorio.

Serracchiani, accompagnata dal segretario provinciale Fausto Tomasello e dalla responsabile regionale Lavoro Valentina Francescon, ha rilanciato la proposta del Partito Democratico: ristori mirati per le imprese danneggiate, con incentivi pensati non solo per reggere l’urto dell’accordo, ma anche per spingere l’espansione in nuovi mercati, dall’India al Sud America, passando per il resto dell’Asia.

Non solo dazi. L’incontro ha toccato anche il tema dell’energia – con critiche agli acquisti dagli Stati Uniti – e quello della difesa europea, oggi ritenuta troppo dipendente da logiche esterne. Serracchiani ha espresso riserve sull’impiego di risorse per armamenti statunitensi, considerandoli poco utili alla costruzione di un sistema di sicurezza comune e autonomo.

Sul fronte industriale, si è parlato anche delle lentezze burocratiche nei processi autorizzativi, che scoraggiano gli investimenti esteri. Un punto su cui il Pd ha mostrato apertura, pur chiarendo che servono criteri rigorosi per evitare operazioni speculative.

Infine, sono stati affrontati temi chiave per il rilancio del sistema produttivo regionale: politiche abitative, formazione tecnica, manifattura a lungo termine e la crescente carenza di manodopera. Temi che, secondo Confindustria e Pd, impongono un’azione europea più coesa, autonoma e strategica.

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Last modified: Luglio 29, 2025
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