Scritto da 5:43 pm Pordenone, Attualità

“The Curse of Recursion”: a Venezia la mostra sonora e visiva dei Pordenonesi Dust Archive

Pordenone (venerdì, 19 dicembre 2025) — Un viaggio tra memoria, perdita e trasformazione dei media prende vita a Venezia con la mostra The Curse of Recursion, in programma presso Alice nello spazio latente, lo spazio artistico veneziano fondato da Alice Vongola e Arseny Zhilyaev. L’inaugurazione è prevista per il 19 dicembre alle 19:00 in Salizada de le Gatte 3191.

di Monia Settimi

Il progetto del duo Dust Archive, originario di Pordenone e composto da Alberto Biasutti e Fabio Arnosti, si muove tra archeologia dei media e sperimentazione sonora, dando nuova vita a nastri magnetici ritrovati di origine sconosciuta. Frammenti di pratiche musicali perdute o detriti sonori degli anni Settanta diventano qui materia viva, capace di generare nuove strutture di senso. I nastri suonano, si disgregano e si riscrivono da soli, incarnando quella che gli artisti definiscono “la maledizione della ricorsione”.

La loro pratica si colloca nell’ambito della parafinzionalità, dove finzione e realtà si intrecciano e il documento diventa gesto artistico. Dust Archive proseguono idealmente la linea di Walid Raad e The Atlas Group, ma con un focus sulla materialità del medium, indagando la meccanica della registrazione, la perdita e la trasformazione piuttosto che gli eventi narrativi.

Ogni opera diventa simultaneamente oggetto, processo, documentazione e interpretazione. La ricorsione agisce come un algoritmo continuo — suono → analisi → immagine → nuova percezione → nuovo suono — trasformando l’archivio in un sistema auto-generativo dove la ripetizione produce variazione.

Il lavoro del duo dialoga con artisti che considerano l’archivio sonoro materia viva, come William Basinski con i suoi Disintegration Loops, o Steve Roden, che esplora il suono negli oggetti ordinari. In The Curse of Recursion, la memoria non è mai stabile: ogni tentativo di conservazione diventa un nuovo racconto, ogni traccia un’interpretazione.

Il progetto Dust Archive nasce nel gennaio 2020, a seguito del recupero accidentale di supporti analogici come nastri magnetici, VHS e altri materiali audiovisivi non identificati. Biasutti e Arnosti lavorano attraverso pratiche di decodifica, catalogazione e trasformazione, esplorando i confini tra archeologia dei dati, produzione audiovisiva speculativa e memoria tecnica.

La mostra veneziana è un invito ad ascoltare e osservare la trasformazione dei media come esperienza estetica, dove il passato diventa materiale per nuove percezioni e la memoria si manifesta come un processo in continua evoluzione.

Per seguire le attività di Dust Archive:
Bandcamp | YouTube | Instagram | Spotify

Alice nello spazio latente: Instagram

Condividi la notizia:
Last modified: Dicembre 27, 2025
Close