Pordenone (sabato, 16 agosto 2025) — Un clic che attraversa cento anni di storia. Dal 22 agosto al 1° settembre 2025, nella sala mostre della parrocchia di Sant’Agostino a Pordenone, l’associazione Torre invita il pubblico a scoprire una collezione unica: macchine fotografiche che raccontano l’evoluzione della tecnica e dell’occhio umano dal 1890 al 1990.
di Monia Settimi
A fare da guida a questo percorso è Paolo Venturini, 91 anni, uomo d’avventura e collezionista instancabile. La sua vita sembra un romanzo: alpinista, subacqueo, paracadutista, sempre con una fotocamera al collo per immortalare le sfide e le meraviglie del mondo. La passione, coltivata per oltre mezzo secolo, lo ha portato a raccogliere centinaia di apparecchi provenienti dai cinque continenti, ognuno con una sua storia e un suo scatto da custodire.
La mostra non è solo un’esposizione di oggetti: è un viaggio nel tempo, tra lenti che hanno visto cambiare il modo di guardare la realtà e corpi macchina che hanno accompagnato generazioni di fotografi. Ogni pezzo è una testimonianza di un’epoca, quando la fotografia era attesa, scelta, pazienza.
A rendere l’allestimento ancora più prezioso ci saranno due prototipi brevettati a livello mondiale, creati da due torresani geniali, Liuno Muccin e Ivo Rosset, capaci di reinventare lo sguardo panoramico attraverso invenzioni uniche. Un orgoglio locale che dimostra come anche da una piccola via di Pordenone si possa lasciare un segno nella storia della fotografia internazionale.
L’esposizione coincide con i festeggiamenti per il Santo Patrono e si preannuncia come uno degli eventi culturali più suggestivi dell’estate. Per appassionati, curiosi o semplici nostalgici del rullino, sarà l’occasione per riscoprire il fascino di un’epoca in cui ogni immagine era un piccolo miracolo di luce.
Last modified: Agosto 17, 2025

