Pordenone (venerdì, 23 gennaio 2026) — Il ritorno delle Province in Friuli Venezia Giulia non è solo un fatto amministrativo: è un vero e proprio palcoscenico per le manovre politiche. Dopo il via libera definitivo al Senato, gli uffici, i segretari, gli assessori e i presidenti torneranno a essere il terreno di gioco per chi cerca visibilità o un “posto sicuro” dopo una sconfitta elettorale. In pratica, per molti politici, le Province diventano un trampolino di lancio verso cariche più ambiziose.
di Monia Settimi
La Lega è già in fermento, puntando a conquistare due delle quattro presidenze provinciali. Il governatore Massimiliano Fedriga ha celebrato il traguardo con una dichiarazione simile ai suoi vecchi slogan elettorali: “Province? Promessa mantenuta”. Come accaduto con il manifesto sul ponte sul Meduna, anche questa volta la celebrazione ha più valore simbolico che concreto.
Nel frattempo, i giochi dietro le quinte si fanno intensi. Prima delle elezioni provinciali del 2027 sarà necessario definire le regole del voto, e inevitabilmente ci saranno discussioni sui confini e sulle candidature. La Lega e Fratelli d’Italia cercano di consolidare le loro posizioni, mentre circolano nomi e strategie per assicurarsi il massimo controllo possibile sui futuri organi provinciali. L’obiettivo della destra regionale è chiaro: arrivare al 2028 con Alessandro Ciriani candidato alla presidenza della Regione e collocare Luca Ciriani in un ruolo di vertice nazionale, mentre Walter Rizzetto punta a un incarico ministeriale o a un sottosegretariato.
A Pordenone, il sindaco di Cordenons e segretario provinciale leghista, Andrea Delle Vedove, sta già muovendo i primi passi per assicurarsi la candidatura alla presidenza provinciale, con un occhio agli equilibri tra assessori e nomine strategiche. Sul fronte del centrosinistra, invece, il Pd cerca di organizzarsi: Fausto Tomasello potrebbe guidare la lista provinciale, ma deve fare i conti con tensioni interne e con il ruolo ambiguo di Marco Salvador, che in passato ha creato malumori durante le elezioni comunali correndo da solo.
In definitiva, il ritorno delle Province appare più come un gioco di strategia politica che un reale cambiamento per i cittadini. Tra spartizioni di potere, alleanze tattiche e candidature incrociate, chi abita in Friuli Venezia Giulia rischia di vedere più movimenti tra politici che benefici concreti nella vita di tutti i giorni.
Last modified: Gennaio 24, 2026

