Scritto da 10:32 pm Pordenone, Attualità

La Glera del futuro nasce a Rauscedo: cinque nuove varietà resistenti alle malattie

San Giorgio della Richinvelda (giovedì, 29 gennaio 2026) — La Glera guarda al futuro puntando su innovazione, sostenibilità e ricerca genetica. A Rauscedo, nel Centro di ricerca dei Vivai Cooperativi, sono state presentate cinque nuove varietà di Glera resistenti alle principali malattie fungine della vite, in particolare peronospora e oidio. Un risultato che segna un passaggio cruciale per l’evoluzione del vitigno alla base del Prosecco, simbolo del vino italiano nel mondo.

di Monia Settimi

Il progetto è il frutto di anni di sperimentazione avanzata e miglioramento genetico, con l’obiettivo di mettere a disposizione dei produttori piante più robuste e affidabili, capaci di garantire una gestione dei vigneti più sostenibile. La riduzione dei trattamenti fitosanitari va di pari passo con il mantenimento di qualità enologica e riconoscibilità varietale, elementi fondamentali per il valore delle denominazioni.

L’interesse della filiera è stato immediato e concreto. Alla presentazione, intitolata “La Glera del futuro”, hanno partecipato i Consorzi Prosecco Doc, Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg e Asolo Montello, a testimonianza di come il tema della sostenibilità sia ormai centrale per la competitività del settore sui mercati internazionali.

Le nuove selezioni di Glera offrono maggiore resilienza dei vigneti, stabilità produttiva e una sensibile riduzione dei costi di gestione, rispondendo alle sfide poste dal cambiamento climatico. Un vantaggio strategico per un comparto che oggi supera i 600 milioni di bottiglie esportate nel mondo, uno dei numeri più rilevanti del panorama vitivinicolo italiano.

In Friuli Venezia Giulia la Glera rappresenta il vitigno con la maggiore superficie vitata e alimenta una pluralità di denominazioni che rendono il Prosecco una leva economica fondamentale anche per il Veneto. In questo scenario, l’evoluzione genetica del vitigno è considerata un passaggio chiave per preservare il valore delle Doc e garantire continuità e redditività all’intera filiera, dalle aziende agricole ai grandi marchi dell’export.

A rimarcare il valore di questa tappa è stato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, che ha sottolineato come il miglioramento genetico sia uno strumento essenziale per coniugare sostenibilità, qualità e tipicità. L’introduzione di vitigni naturalmente più resistenti consente di ridurre l’impatto ambientale, rispondere al cambiamento climatico e rafforzare la comunicazione verso consumatori sempre più sensibili ai temi ambientali.

Il percorso è solo all’inizio, ma la direzione è tracciata: una Glera più forte, più sostenibile e pronta ad affrontare le sfide del futuro, capace di consolidare l’immagine del Prosecco come eccellenza moderna, responsabile e profondamente legata al territorio.

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Last modified: Gennaio 30, 2026
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