Pordenone (lunedì, 15 settembre 2025) — Il rientro dalle vacanze politiche a Pordenone è tutt’altro che tranquillo. La giunta di Alessandro Basso si ritrova a fare i conti con un nodo che rischia di diventare una vera e propria mina per la stabilità della maggioranza: la decisione di Mara Piccin, vicesindaco in quota Lega, di restare consigliera comunale.
di Monia Settimi
Il sindaco aveva chiesto a tutti gli assessori di lasciare il seggio in consiglio per dimostrare fiducia e compattezza. Una mossa che i più hanno letto come un atto di forza: “il governo cittadino è nelle mie mani, chi ci sta deve dimostrarlo”. Dopo mugugni e malumori, tutti si sono adeguati. Tutti tranne Piccin.
La sua scelta, però, non è un dettaglio. Rischia di incrinare il fragile equilibrio di una maggioranza costruita con un preciso patto pre-elettorale: al partito più votato (esclusi Fratelli d’Italia e la civica Pordenone Cambia) spettava la poltrona di vicesindaco. Accordo rispettato, ma ora gli alleati di coalizione – da Emanuele Loperfido (FdI) ad Andrea Cabibbo (Fi) – pretendono coerenza: “Le regole valgono per tutti”.
Lunedì 15 settembre si riapre il consiglio comunale. In quell’aula, Piccin sarà l’unica a sedere con la doppia veste di assessore e consigliere, un’eccezione che molti vedono come una provocazione.
Dietro le quinte, c’è chi teme che questo caso possa diventare la prima frattura della maggioranza, indebolendo il sindaco e offrendo spazio alle opposizioni. Altri, invece, leggono la mossa di Piccin come un segnale di forza politica della Lega, decisa a non farsi mettere all’angolo.
Una cosa è certa: il ritorno in aula rischia di trasformarsi in un match politico ad alta tensione, con possibili ripercussioni su tutta la legislatura.
Last modified: Settembre 15, 2025

