Pordenone — Pordenone si prepara a un’edizione di Dedica che promette scintille. Dal 14 al 21 marzo 2026 il protagonista assoluto sarà Sorj Chalandon, uno scrittore che non racconta semplicemente il mondo: lo affronta, lo attraversa, lo scolpisce con la parola. Reporter di guerra, voce scomoda, autore capace di trasformare la memoria in emozione pura, Chalandon porta al festival un universo narrativo che lascia il segno.
di Monia Settimi
Dopo oltre trent’anni in prima linea per Libération, tra Irlanda del Nord, Libano, Ruanda, Medio Oriente, Chalandon ha raccolto storie che bruciano. Per i suoi reportage ha ricevuto il Premio Albert-Londres, l’Oscar del giornalismo francese. Ma il vero colpo di scena arriva quando queste esperienze diventano romanzi: lingua affilata, ritmo serrato, emozioni che esplodono sulla pagina. I suoi temi sono potenti — tradimento, paternità, bugie, guerra, redenzione — e li affronta senza veli, con una sincerità che disarma.
Dedica 2026 porterà il pubblico nel cuore del suo mondo: una settimana di incontri, spettacoli, letture e conversazioni che promettono intensità. L’apertura vedrà Chalandon dialogare con Andrea Tarabbia, Premio Campiello e autore della monografia Dedica a Sorj Chalandon. Tarabbia lo ha definito «uno scrittore che trasforma il dolore in conoscenza condivisa», un artista che parte dalla propria vita ma la reinventa per toccare chi legge.
E la vita di Chalandon ha davvero materia da romanzo: una fuga da casa a soli diciassette anni, la Parigi ribollente del dopo ’68, l’impegno politico, la sopravvivenza tra stazioni e strade, e poi la grande stagione del giornalismo nei luoghi dove la Storia ferisce. Tutto questo torna nei suoi libri, ma filtrato da una immaginazione che sa farsi lama e carezza allo stesso tempo.
Il rapporto tormentato col padre bugiardo e autoritario segna romanzi come La professione del padre, diventato un punto di riferimento per molti lettori. Il tradimento domina Il mio traditore e Chiederò perdono ai sogni, due romanzi gemelli che rivelano quanto sia sottile la linea che divide fiducia e crollo. E la guerra, osservata senza filtro, esplode in La quarta parete, dove il teatro diventa un atto di sfida alla violenza.
In concomitanza con il festival uscirà anche il nuovo romanzo, Il libro di Kells, pubblicato da Guanda: un racconto impregnato di autobiografia, che ritorna agli anni in cui Chalandon cercava sé stesso fuggendo dal mondo che lo aveva ferito.
Dedica, ancora una volta, dimostra di non avere paura di scegliere autori che scuotono. Dopo Magris, Tabucchi, Maalouf, Gordimer, Auster, Soyinka, Kerangal, Pérez-Reverte, la presenza di Chalandon conferma la vocazione del festival: portare a Pordenone voci che illuminano il presente con profondità rara.
Anche per questa edizione sarà disponibile la DedicaCard, che offre sconti in librerie e negozi convenzionati, oltre ad accessi facilitati e vantaggi durante il festival. Un piccolo pass per sostenere una manifestazione che da oltre trent’anni fa una cosa sola, e bene: mettere la grande letteratura al centro della scena.
Last modified: Novembre 17, 2025

