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Ponte sullo Stretto, Tozzi lancia l’allarme: “Come il Vajont, ingegneria perfetta ma geologia ignorata”

Erto e Casso (mercoledì, 13 agosto 2025) — Il geologo Mario Tozzi riaccende il dibattito sulla costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina, che definisce ironicamente “Ponte contro lo Stretto”. Per spiegare le sue preoccupazioni, sceglie un paragone pesante: la diga del Vajont, un’opera che negli anni ’60 rappresentava l’eccellenza dell’ingegneria, ma che fu realizzata in un contesto geologico fragile, con conseguenze drammatiche nel 1963.

di Monia Settimi

Tozzi ricorda come allora mancassero studi approfonditi sul terreno e come il dibattito pubblico fosse pressoché assente, con l’unica voce critica di Tina Merlin, giornalista dell’Unità. Oggi, sostiene, il rischio è di ripetere lo stesso errore: anche il Ponte potrebbe risultare impeccabile dal punto di vista tecnico, ma vulnerabile se non si affrontano seriamente le valutazioni geologiche e sismotettoniche, e se non si apre un confronto reale e trasparente con la cittadinanza.

Il geologo accusa la società concessionaria di evitare risposte concrete e di preferire gli attacchi personali a chi solleva dubbi. “Non sono cattivi, sono scarsi”, commenta amaramente. E avverte che la grandezza di un’opera non si misura solo con calcoli e progetti, ma con la capacità di ascoltare il territorio e la scienza che lo studia.

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Last modified: Agosto 13, 2025
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