Pordenone (lunedì, 1° dicembre 2025) — La nuova classifica sulla qualità della vita pubblicata da Il Sole 24 Ore riaccende il dibattito politico a Pordenone e scatena una raffica di critiche da parte dell’opposizione. Per i gruppi di minoranza, il quadro è evidente: la città sta perdendo competitività, e lo fa proprio nei settori in cui avrebbe dovuto accelerare.
di Monia Settimi
Il capogruppo del Partito Democratico, Nicola Conficoni, punta il dito contro le scelte dell’amministrazione di Centrodestra. “Mentre l’ex sindaco Alessandro Ciriani vola a Bruxelles e la maggioranza pensa ad aumentare gli assessori da otto a nove, Pordenone scivola nelle classifiche”, afferma. Il dato certifica infatti otto posizioni perse, dal 16° al 24° posto. A pesare è soprattutto il capitolo Cultura e tempo libero, proprio mentre la città costruisce la candidatura a Capitale italiana della Cultura 2027: Pordenone finisce al 69° posto, un risultato che per Conficoni “mette a rischio un obiettivo strategico e rende più difficile ogni tentativo di rilancio”.
Il consigliere Lorenzo Marcon sottolinea poi il passo indietro nel settore Ambiente e Servizi, ambito in cui — ricorda — “con il centrosinistra erano stati compiuti significativi progressi”. Le politiche recenti, sostiene, non hanno portato ai risultati attesi: “La gestione dei rifiuti ha causato rincari inattesi e sulla qualità dell’aria non si vedono miglioramenti. I numeri non sorprendono”.
Il bilancio peggiora ulteriormente nella sezione Salute, demografia e socialità, dove l’opposizione denuncia un sistematico rifiuto delle proprie proposte. Conficoni cita la mancata istituzione della Consulta per la salute, gli incentivi per il personale sanitario e i sostegni a giovani e studenti: “Perdere talenti significa indebolire la comunità”.
Critiche analoghe arrivano dalla lista civica Pordenone in Salute. I consiglieri Maurizio Giacomini, Elvia Micheli e Paola Bortolin parlano di “un doppio segnale preoccupante”, dopo le rilevazioni di Italia Oggi e ora confermate da Il Sole 24 Ore. Anche loro evidenziano la fragilità del settore culturale, dove Pordenone “si ritrova nella parte bassa della classifica, un divario che rischia di farci inciampare proprio alla vigilia del 2027”. Preoccupa anche il dato sulla salute, con la città che scende alla 36ª posizione, in linea — sostengono — con la chiusura dell’amministrazione a ogni forma di collaborazione, inclusa la proposta sulla Consulta della Salute respinta in consiglio.
Il messaggio dell’opposizione è unanime: i segnali d’allarme non possono essere ignorati. Ora spetta al sindaco e alla sua maggioranza dimostrare di voler invertire la rotta, prima che il divario con le città più dinamiche si trasformi in un solco difficile da colmare.
Last modified: Dicembre 1, 2025

