Aviano (martedì, 30 dicembre 2025) — L’eventuale spostamento del servizio di Anatomia Patologica dall’ospedale Santa Maria degli Angeli al Cro di Aviano riaccende il confronto politico e istituzionale sulla tenuta del sistema sanitario locale. A esprimere forte contrarietà è Elvia Micheli, consigliera comunale di Pordenone in Salute, che contesta tempi, modalità e assenza di un confronto trasparente su una scelta considerata strategica.
di Monia Settimi
Secondo quanto riferito dalla consigliera, la riorganizzazione non troverebbe riscontro formale nei documenti programmatori dell’Asfo, ma sarebbe stata illustrata solo in modo marginale durante un passaggio informativo alla Conferenza dei Sindaci. Una circostanza che, a suo avviso, rischia di ridurre a semplice dettaglio una decisione con ricadute strutturali sull’ospedale cittadino.
«Parliamo di un servizio essenziale per la diagnosi e per il coordinamento dei percorsi di cura – osserva Micheli – e risulta difficile accettare che una modifica di questo livello venga comunicata senza un approfondimento pubblico e senza che i rappresentanti dei Comuni chiedano spiegazioni». La consigliera richiama l’attenzione sul ruolo dell’Anatomia Patologica come snodo centrale della medicina moderna, ben oltre il solo ambito oncologico.
Il tema si lega direttamente alla definizione del Santa Maria degli Angeli come ospedale hub. «Un presidio può continuare a essere un punto di riferimento se perde progressivamente funzioni chiave?» si chiede Micheli, medico in pensione ed ex responsabile della senologia. Tra le criticità evidenziate anche le possibili difficoltà nel reclutamento dei professionisti, chiamati a operare su più sedi.
Nel suo intervento la consigliera colloca la vicenda all’interno di un quadro più ampio di riduzione dei servizi sanitari pubblici nel territorio Asfo. Negli ultimi anni, ricorda, si sono susseguite operazioni che hanno modificato in modo sostanziale l’offerta: dalla privatizzazione dell’ospedale di Spilimbergo, alla chiusura di reparti a San Vito al Tagliamento, fino all’esternalizzazione della radiologia d’urgenza e allo spostamento di attività oncologiche verso Aviano, nonostante i parametri di attività ritenuti adeguati dagli organismi nazionali.
In questo contesto, Micheli collega anche la scelta di una direzione generale unica per Cro e Asfo, interpretandola come un segnale di accentramento progressivo delle funzioni sanitarie. «Il rischio è che il depotenziamento del Civile avvenga senza un vero dibattito politico – conclude –. I cittadini e i lavoratori hanno il diritto di conoscere quale sia la strategia regionale per l’ospedale di Pordenone e per la sanità del Friuli Occidentale».
Last modified: Dicembre 31, 2025

