Scritto da 10:46 pm Pordenone, Politica, Top News

Pordenone, Mara Piccin lascia il Consiglio: “Una manovra che pesa 110 mila euro”

Pordenone — Cala definitivamente il sipario sul caso che per settimane ha fatto tremare la maggioranza del sindaco Alessandro Basso. Nel Consiglio comunale di lunedì 10 novembre arriveranno le dimissioni ufficiali della vicesindaca Mara Piccin, atto finale di un lungo braccio di ferro che ha tenuto banco nel dibattito politico cittadino.

di Monia Settimi

Il passo indietro della Piccin, che dopo il suo ritorno nella Lega aveva inizialmente rifiutato di lasciare la poltrona in Consiglio, chiude una vicenda fatta di tensioni, trattative e scambi di accuse. Ma per l’opposizione, non c’è nulla da festeggiare: dietro la mossa, denunciano i dem, si nasconderebbe un “gioco di potere costoso e autoreferenziale”.

Secondo il Partito Democratico, la riorganizzazione della giunta avrebbe comportato un aumento delle spese pubbliche di oltre 110 mila euro all’anno, tra nuove nomine e indennità aggiuntive. A incidere sul bilancio, spiegano, sarebbero state la creazione di un nono assessorato e il riconoscimento dell’indennità al presidente del Consiglio Francesco Ribetti.

“La città paga il conto di una lotta interna alla maggioranza – attacca il capogruppo Nicola Conficoni – che nei primi sei mesi di mandato si è occupata più di equilibri e poltrone che dei problemi reali dei pordenonesi. L’uscita di Piccin mette fine a un teatrino imbarazzante, ma non cancella la brutta figura di una squadra divisa.”

Conficoni punta il dito anche contro la gestione amministrativa: “Abbiamo quartieri congestionati dal traffico, parcheggi insufficienti, costi della raccolta rifiuti in aumento. Invece di investire per migliorare la mobilità o sostenere i giovani e le famiglie, la giunta preferisce alimentare logiche di potere.”

Il PD ricorda che le sue proposte alternative – incentivi alla mobilità ciclabile, reintroduzione del vigile di quartiere, agevolazioni per i punti verdi e contributi per gli affitti ai giovani – sono state tutte respinte. “Quei soldi – prosegue Conficoni – potevano finanziare politiche concrete invece di nutrire la fame di incarichi della maggioranza.”

Dal fronte opposto, la linea del sindaco Basso è quella del rinnovamento: un cambio di assetto necessario, spiegano i suoi sostenitori, per rilanciare l’azione amministrativa e allargare la squadra. Ma il clima politico resta incandescente, e per molti la vicenda Piccin rappresenta più un segnale di fragilità che di forza.

Tra applausi e mugugni, lunedì in aula calerà il sipario su questa pagina di politica locale che ha diviso la città. Ma la sensazione, nei corridoi di Palazzo, è che la partita sia tutt’altro che chiusa: il vero banco di prova per la giunta Basso sarà riconquistare la fiducia di chi, in questi mesi, ha visto la politica trasformarsi in un gioco di potere – e di spese – poco comprensibile ai cittadini.

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Last modified: Novembre 11, 2025
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