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Caro spesa senza freni, l’allarme di MDC FVG: “Servono regole più forti e un Antitrust che incida davvero”

Pordenone (mercoledì, 21 gennaio 2026) — Il carrello della spesa continua a pesare sempre di più sui bilanci familiari e il 2025 si chiude con un conto salato. Il Movimento Difesa del Cittadino FVG lancia l’allarme sui rincari alimentari, che corrono ben oltre l’inflazione generale e colpiscono in modo diretto le famiglie, soprattutto quelle con figli.

di Monia Settimi

Secondo i dati Istat analizzati dall’Osservatorio MDC FVG, l’inflazione media annua si è attestata all’1,5%, in aumento rispetto al 2024. Ma è sul fronte alimentare che si registra la vera criticità: i prezzi di cibi e bevande analcoliche sono cresciuti del 2,9%, mentre gli alimentari non lavorati hanno toccato il +3,4%, quasi il doppio del dato generale.

Tradotto in termini concreti, significa 235 euro in più all’anno per una famiglia con un figlio e 265 euro per un nucleo con due figli, cifre che diventano ancora più pesanti se si guarda all’andamento degli ultimi anni. Dal 2021 a oggi, infatti, i prezzi alimentari sono aumentati complessivamente del 24,9%, contro un’inflazione generale ferma al 17,3%. Un divario che si traduce in oltre 1.400 euro annui in più per una famiglia tipo e quasi 1.900 euro per chi ha due figli.

A rincarare ulteriormente il quadro ci sono anche ristorazione e strutture ricettive, con aumenti medi del 3,4%, segno che l’ondata dei rincari ha investito l’intero comparto legato al cibo e ai servizi.

Il segretario regionale Dino Durì parla di aumenti a due cifre su alcuni prodotti, che stanno cambiando in modo profondo le abitudini di consumo: meno quantità, qualità più bassa e una corsa sempre più marcata verso i discount. Non a caso, tra il 2021 e il 2025 le vendite dei discount sono cresciute del 24,3% e una famiglia su tre ha ridotto la spesa alimentare, con inevitabili conseguenze anche sulla dieta quotidiana.

Di fronte a questo scenario, MDC FVG chiede un cambio di passo. Il presidente R.G. Englaro valuta positivamente l’indagine conoscitiva avviata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) sul ruolo della Grande Distribuzione Organizzata nella filiera agroalimentare, ma avverte: non basta osservare, servono strumenti concreti e incisivi.

Sotto la lente dell’Antitrust finiranno il potere contrattuale delle grandi catene, le richieste economiche ai fornitori per servizi di vendita, il peso crescente dei prodotti a marchio del distributore e le dinamiche che incidono direttamente sui prezzi finali pagati dai consumatori.

Le richieste del Movimento sono chiare: rafforzare la Commissione di allerta rapida sui prezzi, estendere il monitoraggio del carrello della spesa, introdurre fondi di sostegno per le famiglie, regolamentare la shrinkflation e prevedere interventi fiscali mirati su IVA, bollette e carburanti. L’obiettivo è duplice: contenere i prezzi e garantire maggiore equità lungo tutta la filiera.

MDC FVG invita infine cittadini, associazioni e operatori economici a partecipare alla consultazione pubblica dell’AGCM, inviando contributi entro il 31 gennaio, per dare voce ai consumatori e contribuire alla definizione di misure efficaci contro il caro spesa.

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Last modified: Gennaio 25, 2026
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