Aviano (giovedì, 22 gennaio 2026) — Una notizia che porta speranza: i pazienti con melanoma cutaneo possono oggi guardare al futuro con maggiore ottimismo. Lo dimostrano i risultati di uno studio congiunto tra il Centro di Riferimento Oncologico di Aviano (CRO) e l’Istituto Romagnolo per lo Studio dei Tumori (Irst) di Meldola, pubblicati sulla prestigiosa rivista internazionale Cancer Medicine. La ricerca evidenzia come la diagnosi precoce e la gestione efficace della malattia aumentino significativamente le probabilità di guarigione.
di Monia Settimi
Frutto di oltre 15 anni di collaborazione e supportata dalla Fondazione AIRC e dall’Associazione Italiana dei Registri Tumori, la ricerca analizza dati epidemiologici su scala nazionale, offrendo per la prima volta stime di guarigione basate sullo stadio della malattia. I melanomi cutanei, tra i tumori in più rapida crescita in Italia, mostrano oggi segnali positivi: la sopravvivenza e la probabilità di guarigione sono nettamente migliorate negli ultimi venti anni.
«Il progresso è evidente sia a breve che a lungo termine – spiega Lauro Bucchi, Registro Tumori Emilia-Romagna e Irst Meldola –. Dal 2013, persino i pazienti con melanomi avanzati, spessi oltre 4 millimetri, registrano tassi di guarigione più elevati. Per chi viene diagnosticato in fase precoce, circa il 60% dei casi, la sopravvivenza a uno e cinque anni si avvicina al 100%».
Secondo Luigino Dal Maso, ricercatore dell’Epidemiologia oncologica del CRO di Aviano, si stima che in Italia 250.000 persone vivano oggi dopo una diagnosi di melanoma, con oltre la metà guarita da più di dieci anni. «Per chi ha avuto un melanoma sottile (≤1 mm), l’attesa di vita è praticamente equivalente a quella di chi non si è mai ammalato – chiarisce Dal Maso –. Questi dati, calcolati a livello di popolazione, confermano quanto sia cruciale la diagnosi precoce e il follow-up continuo».
I risultati dello studio hanno anche importanti implicazioni sociali e legali. Elisabetta Iannelli, segretario generale di FAVO, sottolinea: «Sapere che la maggior parte dei pazienti con melanoma in fase precoce è guarita è fondamentale anche per applicare il diritto all’oblio oncologico, evitando discriminazioni assicurative e finanziarie. Il recente provvedimento IVASS n. 169/2026 tutela proprio i pazienti guariti».
«Ci auguriamo – conclude Iannelli – che il Ministero della Salute aggiorni presto i tempi ufficiali di guarigione oncologica, allineandoli alle evidenze scientifiche: per chi ha un melanoma precoce, la guarigione coincide con la conclusione delle terapie».
Lo studio Cro-Irst non è solo un progresso scientifico: è un messaggio di speranza, un passo avanti concreto nella lotta al melanoma e nella tutela della qualità della vita dei pazienti.
Last modified: Gennaio 25, 2026

