Scritto da 11:31 pm Pordenone, Attualità

Sanità sotto pressione, la Regione corre ai ripari: sì al ritorno in servizio dei medici pensionati

Pordenone (lunedì, 2 febbraio 2026) — Una misura d’emergenza per tenere in piedi l’assistenza di base e garantire ai cittadini un medico di riferimento. Il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia ha approvato il disegno di legge 72, aprendo alla possibilità per i medici di medicina generale già in pensione di tornare – o restare – operativi. Una scelta che fotografa senza sconti la difficoltà strutturale in cui si muove oggi il sistema sanitario.

di Monia Settimi

Il provvedimento, votato dall’Aula, nasce in un contesto nazionale segnato dalla carenza di professionisti e dalla crescente domanda di cure, soprattutto nei territori con una popolazione sempre più anziana. «Non è una scorciatoia, ma una risposta necessaria», ha spiegato l’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi, rivendicando l’urgenza di garantire continuità assistenziale in una fase critica per la medicina territoriale.

Secondo l’assessore, la norma si inserisce in un percorso costruito insieme al Governo centrale, che sta predisponendo correttivi sul piano fiscale e previdenziale per rendere sostenibile il rientro dei professionisti in quiescenza. Una tessera, questa, di un mosaico più ampio che negli ultimi anni ha visto la Regione investire su Case di comunità, ambulatori diffusi, politiche di attrazione del personale sanitario e sostegno agli enti locali.

Riccardi ha inoltre ribadito che la mancanza di medici di famiglia non è un’anomalia regionale, ma un nodo irrisolto dell’intero Servizio sanitario nazionale. «Decidere è un atto di responsabilità – ha sottolineato – soprattutto quando in gioco ci sono sicurezza e risultati di salute». In questo quadro ha ringraziato il dottor Gianpiero Fasola per il contributo tecnico offerto negli anni alla sanità regionale, annunciando che i vertici della Rete oncologica e la direzione sanitaria illustreranno in commissione lo stato di avanzamento del lavoro svolto nel 2025, nel perimetro già definito dal Piano oncologico regionale.

Accanto al via libera unanime, dal Consiglio è arrivato anche un segnale di allarme politico. Il capogruppo del Patto per l’Autonomia – Civica FVG Massimo Moretuzzo ha parlato apertamente di un sistema in affanno: «Abbiamo sostenuto la norma – ha spiegato – perché consente di attenuare una criticità immediata, ma non può essere scambiata per una soluzione strutturale».

Moretuzzo ha richiamato i numeri di una regione che invecchia rapidamente: oltre un quarto dei residenti ha più di 65 anni e una larga parte convive con patologie croniche, spesso multiple. «In questo contesto – ha osservato – il medico di famiglia è una figura strategica per prevenire il peggioramento delle fragilità e per coordinare i percorsi di cura insieme agli altri professionisti della salute».

Il timore, secondo il capogruppo, è che riforme di sistema restino bloccate dalle tensioni politiche che attraversano il centrodestra, sia a livello regionale sia nazionale. Una situazione che rischia di lasciare irrisolte questioni cruciali per il futuro della sanità pubblica.

Il ritorno in servizio dei medici pensionati rappresenta così una boccata d’ossigeno, ma anche il segnale evidente di un sistema chiamato a ripensarsi in profondità, se vuole reggere alle sfide demografiche e sociali dei prossimi anni.

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Last modified: Febbraio 3, 2026
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