Zoppola (lunedì, 2 febbraio 2026) — Una sala attenta e partecipe, un tema provocatorio e una riflessione che ha toccato nervi scoperti della contemporaneità. Giovedì 29 gennaio il Centro Pasquini di Zoppola ha accolto il filosofo Diego Fusaro, protagonista di un incontro dedicato a uno dei simboli più potenti del nostro tempo: il selfie. Il titolo, “Il selfie della gleba. Narcisismo e identità nell’era digitale”, ha fatto da filo conduttore a una serata densa di spunti critici.
di Monia Settimi
L’iniziativa, resa possibile grazie al supporto di Geko Gold, sponsor dell’evento, e alla collaborazione del Comune di Zoppola, ha visto un ruolo centrale dell’assessore Francesca Papais, che ha coordinato l’organizzazione dell’incontro. Numerosi i cittadini presenti, coinvolti in una riflessione che ha intrecciato filosofia, società e nuove tecnologie.
Nel suo intervento, Fusaro ha descritto il selfie come una forma moderna di auto-esposizione permanente, una vetrina digitale in cui l’individuo si mette in scena senza sosta. Non più l’essere, ma l’apparire diventa la misura del valore personale, all’interno di quella che il filosofo definisce una vera e propria civiltà dello spettacolo.
Secondo Fusaro, il narcisismo digitale non è un semplice vezzo contemporaneo, ma un tratto strutturale del nostro tempo: un meccanismo che restringe l’orizzonte dell’esperienza al perimetro dell’io, alimentato da immagini, like e relazioni virtuali. In questa prospettiva, il numero di contatti o follower finisce per sostituire la qualità dei legami, trasformando le relazioni in indicatori di potenza simbolica.
Il filosofo ha poi ampliato lo sguardo, parlando di una società dominata dai simulacri, dove l’esposizione mediatica diventa una necessità e l’identità si costruisce attraverso lo schermo. Un modello che, a suo avviso, contribuisce a indebolire il tessuto sociale, sempre più segnato da rapporti funzionali e utilitaristici.
A rendere il quadro ancora più complesso, Fusaro ha richiamato il concetto di “capitalismo integrale”, sottolineando come le nuove generazioni digitali crescano immerse in un sistema che normalizza competizione, visibilità e consumo, fino a renderli elementi naturali dell’esistenza quotidiana.
L’incontro di Zoppola si è così trasformato in un’occasione di confronto critico sul presente, lasciando al pubblico interrogativi aperti sul rapporto tra tecnologia, identità e libertà individuale — domande che vanno ben oltre lo scatto di un selfie.
Last modified: Febbraio 3, 2026

