Scritto da 6:09 pm Politica, Pordenone

Acqua potabile sì, ma a due velocità: a Pordenone la tutela sanitaria non è uguale per tutti

Pordenone (domenica, 28 dicembre 2025) — L’acqua che scorre dai rubinetti di Pordenone è a norma. Ma non tutti i cittadini ricevono lo stesso livello di protezione sanitaria. È questo il nodo politico che torna ad agitare il Consiglio comunale dopo l’emergere di una netta differenza tra quartieri sul fronte della filtrazione dell’acquedotto.

di Monia Settimi

Dai dati ufficiali emerge una città divisa in due: a Nord sono attivi filtri a carboni attivi, mentre nelle zone Centro, Sud e Torre bassa tali sistemi mancano, nonostante la presenza – entro i limiti di legge – dei metaboliti dell’atrazina.

A denunciare la situazione sono le consigliere del Partito Democratico Antonella Del Ben e Silvia Corelli, che parlano senza mezzi termini di una disparità inaccettabile nella prevenzione ambientale. “Il problema non è se l’acqua sia bevibile – spiegano – ma perché alcuni quartieri godano di tutele aggiuntive e altri no”.

Secondo le due esponenti Dem, rispettare i limiti di legge non equivale a garantire la massima sicurezza possibile. “La prevenzione non può fermarsi al minimo sindacale – ribadiscono –: tutti i cittadini devono avere lo stesso grado di protezione, indipendentemente dal CAP”.

Nel mirino finisce anche la risposta dell’amministrazione comunale, giudicata carente sul piano sanitario. Nessun riferimento, infatti, agli effetti dell’atrazina e dei suoi metaboliti, sostanze classificate come interferenti endocrini, potenzialmente capaci di alterare l’equilibrio ormonale, incidere sulla fertilità e sullo sviluppo fetale.

Ignorare l’aspetto sanitario è un errore grave – insistono Del Ben e Corelli –. La storia ci ha già insegnato cosa succede quando si minimizza: prima si tollera, poi si studia, infine si vieta. Ma intanto l’inquinante resta nelle falde per decenni”.

La richiesta è netta e guarda al futuro: estendere i filtri a carboni attivi a tutta la città. “Nel 2025 la vera prevenzione è agire prima, non rincorrere le emergenze”, concludono le consigliere.

Il messaggio politico è chiaro: l’acqua può essere potabile, ma la tutela sanitaria deve essere uguale per tutti.

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Last modified: Dicembre 28, 2025
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