Pordenone (mercoledì, 3 dicembre 2025) — Ascolto attivo, fiducia ed empatia: sono queste le parole che hanno guidato il convegno di Pordenone dedicato a una scuola capace di prevenire il bullismo e trasformare i conflitti in opportunità di crescita. Martedì 2 dicembre, nel Convento di San Francesco, un pubblico numeroso di insegnanti, educatori, studenti e genitori ha partecipato all’incontro “Il bullismo: questo conosciuto”, promosso dalla Storica Società Operaia con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e del Comune di Pordenone, presente con l’Assessora Guglielmina Cucci.
di Monia Settimi
Protagonisti della giornata sono stati gli istituti IC Pordenone Torre e IC Pordenone Sud, impegnati da anni in percorsi di mediazione scolastica e, in alcuni casi, nello sport come strumento educativo. Due esperienze diverse che condividono un’unica visione: creare una rete solida tra scuola, famiglie e territorio per offrire agli studenti un ambiente rispettoso e sicuro.
Alla Scuola Lozer di Torre, il dirigente Vladimiro Giacomello e le docenti Arianna Calabretto e Maria Napolitano hanno raccontato un percorso iniziato nel 2017 e oggi diffuso in tutto l’istituto. La scuola fa parte della rete nazionale delle scuole riparative, ispirata alla giustizia riparativa, e promuove colloqui protetti e momenti di ascolto sincero per aiutare gli studenti a comprendere l’impatto delle proprie azioni. Un metodo che permette di riparare le relazioni e di insegnare ai ragazzi competenze emotive utili per tutta la vita.
Anche l’IC Pordenone Sud ha portato esempi significativi con il progetto “In… difesa, in… sicurezza”, che combina la formazione alla mediazione — curata dall’associazione La Voce — con attività di yoga e judo in collaborazione con la Polisportiva Villanova. Il dirigente Francesco Gri, la vicaria Silvia Burelli e la docente Sara Volpato, insieme a Edoardo Muzzin, hanno evidenziato come queste pratiche aiutino gli studenti a sviluppare autoconsapevolezza, capacità di gestione delle emozioni e fiducia reciproca. Le parole di Alberto, studente di prima media, hanno colpito il pubblico: «Abbiamo imparato a condividere emozioni, fidarci e conoscerci meglio».
A chiudere l’incontro è stata la psicologa ed ex docente Franca Da Re, che ha ribadito l’importanza di un coinvolgimento autentico degli studenti. Le iniziative che li rendono protagonisti, ha spiegato, sono quelle che funzionano davvero. Una vera educazione civica non mira a punire o reprimere, ma a prevenire i conflitti, comprende le emozioni e aiuta a trasformarle prima che esplodano in comportamenti aggressivi.
Last modified: Dicembre 3, 2025

