Pordenone (venerdì, 19 dicembre 2025) — Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani richiama l’attenzione di cittadini e istituzioni su una questione sempre più dibattuta: l’uso dei telefoni cellulari nelle scuole e il ruolo dei docenti nel gestire situazioni di violazione delle regole. Negli ultimi anni la normativa italiana ha subito importanti aggiornamenti, rendendo necessario fare chiarezza su cosa sia consentito e su come garantire una gestione educativa e rispettosa dei diritti degli studenti.
di Monia Settimi
Dal 1° settembre 2025, con la Disposizione Ministeriale prot. n. 3392 del 16 giugno 2025, il divieto di utilizzo dei telefoni è esteso a tutte le scuole, dal primo ciclo fino alle secondarie di secondo grado, e vale per l’intera giornata scolastica, comprese le pause e gli spostamenti nei corridoi. Deroghe sono previste solo in casi specifici, documentati e previsti da Piani Educativi Individualizzati o Piani Didattici Personalizzati. L’obiettivo è tutelare l’apprendimento, la concentrazione, le relazioni sociali e il benessere degli studenti.
Ma cosa possono fare concretamente i docenti quando uno studente viene sorpreso con il cellulare acceso o in uso senza autorizzazione? È importante chiarire che non esiste alcun potere di sequestro vero e proprio: il telefono non può essere tolto con la forza o trattenuto come atto autoritativo, prerogativa esclusiva dell’autorità giudiziaria o della polizia.
Ciò che la normativa consente sono misure educative e disciplinari, definite dallo Statuto delle studentesse e degli studenti (DPR 249/1998, modificato dal DPR 235/2007) e dai regolamenti d’istituto. Il regolamento può prevedere la consegna temporanea del telefono, purché sia:
- chiaramente regolamentata;
- limitata nel tempo;
- non coercitiva;
- finalizzata esclusivamente a ristabilire un clima educativo corretto.
Il docente può quindi richiamare lo studente, chiedere lo spegnimento del dispositivo e annotare l’infrazione sul registro o segnalarla agli organi scolastici competenti. In caso di rifiuto dello studente, si applicano le norme disciplinari, senza ricorrere a interventi fisici o forzature.
Le stesse regole valgono anche durante la vigilanza nei corridoi o negli spazi comuni: il docente deve prevenire l’uso improprio del cellulare attraverso richiami, segnalazioni e provvedimenti disciplinari, senza oltrepassare i limiti della sua funzione educativa.
Un’ulteriore attenzione va alla privacy: l’uso dei cellulari per foto, video o registrazioni può comportare violazioni dei diritti fondamentali, secondo il Regolamento UE 2016/679 e le indicazioni del Garante per la protezione dei dati personali. Anche in questo caso, la risposta deve basarsi su regole chiare e prevenzione, non su interventi improvvisati.
Il Coordinamento Nazionale Docenti dei Diritti Umani sottolinea come sia fondamentale trovare un equilibrio tra rispetto delle regole, tutela dei diritti e sicurezza giuridica del personale scolastico. Regolamenti d’istituto chiari, condivisi con le famiglie e coerenti con le disposizioni ministeriali, rappresentano lo strumento principale per evitare conflitti e ambiguità.
La scuola resta un luogo di formazione alla cittadinanza e ai diritti umani: il divieto di cellulare non deve essere percepito come punizione, ma come scelta educativa consapevole che rafforza il patto di fiducia tra studenti, docenti e famiglie.
Last modified: Dicembre 19, 2025

