Clauzetto (mercoledì, 1° ottobre 2025) — Un viaggio nel cuore del Monte Ciaurlec, tra la sua storia geologica e il futuro che la comunità sogna per lui. La terza serata del ciclo culturale “Radici di pietra, ali di vento”, organizzato dall’associazione Turiè, ha riempito la sala di Clauzetto giovedì 25 settembre, offrendo al pubblico un mix di scienza, esplorazioni e prospettive concrete.
di Monia Settimi
L’incontro, dal titolo “Mondo sotterraneo: il paesaggio nascosto del Monte Ciaurlec”, si è aperto con i saluti del sindaco Giuliano Cescutti e l’intervento di Krishna Del Toso, che ha spiegato la missione di Turiè: ottenere la bonifica dell’area, segnata per decenni dall’uso militare come poligono.
La serata ha poi assunto i toni della divulgazione scientifica grazie alla geologa Mariateresa Torresin, che con mappe e immagini ha guidato i presenti in un viaggio nella storia del territorio. Il Ciaurlec, rilievo carsico formatosi circa 60 milioni di anni fa in un antico mare tropicale simile alle Bahamas, custodisce un patrimonio geologico e paesaggistico di straordinario valore.
Lo speleologo Venicio Simonutti del Gruppo Speleologico Pradis – che nel 2026 festeggerà 60 anni di attività – ha invece portato i partecipanti nelle profondità della montagna: oltre 200 cavità naturali tra grotte, abissi e forre, ricche di biodiversità e fascino.
La notizia più attesa è arrivata in chiusura: Italo Aimasso, titolare della Italus di Arba, ha condiviso l’esito positivo del suo incontro con la Regione Friuli Venezia Giulia, presentando un protocollo di bonifica bellica basato su rilievi con droni e modellazioni 3D. L’amministrazione regionale ha aperto alla possibilità di avviare presto la fase di perlustrazione.
Un segnale forte, che premia l’impegno di Turiè e di chi crede nella rinascita del Ciaurlec: restituire la montagna alla comunità, liberandola dai segni del passato militare, appare oggi un obiettivo sempre più vicino.
Last modified: Ottobre 2, 2025

