Pordenone (martedì, 2 dicembre 2025) — Il 3 dicembre non sarà una semplice data sul calendario. In occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) accende un vero e proprio riflettore sullo stato dell’inclusione nelle scuole italiane, chiedendo al Paese di fare un passo avanti deciso.
di Monia Settimi
I numeri sono eloquenti: 359 mila studenti con disabilità, pari al 4,5% di chi siede oggi tra i banchi. Una cifra che cresce ogni anno, raccontando una scuola che cambia e che chiede con forza strumenti all’altezza. Per il CNDDU, l’inclusione non è un’appendice del sistema educativo: è la sua cartina tornasole. La continuità degli insegnanti, la formazione specifica, l’accessibilità degli ambienti, la qualità del PEI: è da questi elementi che passa la credibilità dell’intero modello scolastico.
La riforma del Piano Educativo Individualizzato, più in linea con la Convenzione ONU, rappresenta un passo importante. Ma senza politiche stabili, investimenti programmati e una cabina di regia forte, anche la migliore riforma rischia di restare un titolo di legge senza ricadute reali.
E mentre l’Italia cerca la direzione, in Europa c’è già una mappa tracciata:
– Finlandia, maestra del supporto multilivello;
– Portogallo, dove le équipe multidisciplinari lavorano direttamente nelle scuole;
– Germania, che punta sulla continuità dei docenti;
– Svezia, dove l’accessibilità digitale è un obbligo, non un’ambizione;
– Paesi Bassi, modello nel collegamento tra scuole, famiglie e servizi territoriali.
Le esperienze più avanzate dicono tutte la stessa cosa: inclusione significa organizzazione, professionalità e una rete che non lascia nessuno indietro.
Per questo il CNDDU lancia la campagna nazionale “Oltre le Barriere: Il Futuro è Accessibile”. Un invito alle scuole a trasformare il 3 dicembre in un laboratorio di idee, attività, progetti e momenti di confronto che facciano dell’accessibilità un valore quotidiano, non una celebrazione occasionale. L’obiettivo è creare una cultura che riconosca la diversità come un motore di innovazione educativa e sociale.
Il Coordinamento invita inoltre tutte le scuole a raccontare ciò che faranno: progetti, incontri, performance, laboratori inclusivi. Un mosaico di buone pratiche che il CNDDU intende raccogliere e valorizzare per dare vita a una vera rete nazionale dell’inclusione, visibile e condivisa.
“La scuola è un luogo di diritti, non di barriere” – ricorda il Coordinamento, ribadendo la sua disponibilità a collaborare con il Ministero e con tutte le istituzioni competenti. Il 3 dicembre diventa così un appello collettivo: costruire un sistema educativo in cui ogni studente, senza eccezioni, possa sentirsi parte di una comunità che riconosce la dignità, la partecipazione e le pari opportunità come valori non negoziabili.
Last modified: Dicembre 2, 2025

