Scritto da 10:43 pm Pordenone, Attualità, Top News

Docenti lontani da casa, rincari record a Natale: “Il rientro al Sud è diventato un percorso a ostacoli”

Pordenone — Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani lancia l’allarme: per migliaia di insegnanti di ruolo costretti a lavorare lontano dalla propria terra, tornare dalle famiglie durante le festività sta diventando una vera e propria impresa. Con l’avvicinarsi del Natale 2025/2026, il viaggio verso le regioni del Mezzogiorno si sta trasformando in un labirinto costoso e sempre meno accessibile.

di Monia Settimi

Secondo il Coordinamento, la situazione non è più tollerabile. Le tariffe applicate sulle tratte Nord–Sud, in particolare da Ryanair, stanno raggiungendo cifre fuori portata già per il 20 dicembre e continuano a lievitare giorno dopo giorno. Un trend che non può più essere liquidato come semplice stagionalità: “È un fenomeno strutturale che finisce per comprimere diritti fondamentali”, denunciano i docenti.

A complicare ulteriormente il quadro c’è la rete ferroviaria, incapace di assorbire le esigenze di mobilità: treni esauriti, alternative ridotte, tempi di percorrenza interminabili e biglietti spesso insostenibili per chi lavora nel settore scuola.

Il problema non riguarda solo la partenza di dicembre: anche il rientro a gennaio si preannuncia un salasso. Molti insegnanti dovranno affrontare costi doppi – andata e ritorno – con ricadute pesanti sulla loro serenità. Ciò che dovrebbe essere un momento di riunione con i propri cari si trasforma in una fonte di stress continuo.

Le cifre parlano da sole:

  • Milano Malpensa–Palermo: 175–220 euro
  • Milano Malpensa–Catania: 250–270 euro
  • Milano Bergamo–Palermo: fino a 236 euro
  • Milano Bergamo–Trapani: oltre 170 euro
  • Torino–Palermo: più di 200 euro
  • Pisa–Palermo: da 130 euro in su

E dinamiche simili si registrano verso Reggio Calabria, Lamezia Terme, Crotone, Cagliari e Bari, con prezzi in molti casi oltre la soglia di sostenibilità per uno stipendio medio del comparto scuola.

Il CNDDU chiede un intervento deciso dello Stato: “La mobilità non è un lusso ma un elemento essenziale della dignità del lavoratore”. Servono misure come tariffe calmierate, una tariffa sociale per i docenti fuori sede e un potenziamento reale dei collegamenti, con corse straordinarie nelle fasce critiche.

Fondamentale anche l’estensione della continuità territoriale alle aree penalizzate del Mezzogiorno e l’introduzione di compensazioni economiche, come detrazioni o contributi diretti, per evitare che tornare a casa diventi un privilegio per pochi.

Il Coordinamento sollecita un tavolo stabile tra Ministero dell’Istruzione e del Merito e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, per monitorare i prezzi e intervenire con trasparenza sui meccanismi del dynamic pricing, oggi percepito come un possibile fattore di esclusione.

“Non chiediamo trattamenti di favore, ma il rispetto di un principio elementare di giustizia”, affermano i docenti. Chi educa le nuove generazioni non può essere costretto a scegliere tra il lavoro e l’abbraccio della propria famiglia nei momenti più significativi dell’anno.

Il CNDDU assicura che continuerà a vigilare affinché la mobilità resti ciò che deve essere: un diritto, non un lusso.

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Last modified: Novembre 25, 2025
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