Pordenone — Il cantiere dell’ex Fiera torna nell’occhio del ciclone dopo il grave incidente che ha coinvolto un operaio di 45 anni, precipitato da circa tre metri d’altezza. L’episodio ha acceso i riflettori non solo sulle condizioni di lavoro, ma anche sulla gestione complessiva del cantiere, sollevando interrogativi urgenti sulla sicurezza.
di Monia Settimi
A chiedere conto all’amministrazione è il consigliere comunale de La Civica, Marco Salvador, che con una interrogazione a risposta immediata punta il dito contro le presunte lacune nei controlli: chiede di verificare nel dettaglio l’adozione dei dispositivi di protezione, di fare chiarezza sulla catena di appalti e subappalti e di accertare che ogni passaggio dell’opera rispetti pienamente la normativa vigente.
A rendere il quadro ancora più allarmante è un video finito nelle mani della redazione, che mostra una scena difficile da ignorare: operai al lavoro completamente al buio, costretti a procedere con torce in mano per illuminare ciò che le luci del cantiere non garantiscono. Un’immagine che sta già alimentando indignazione e richieste di spiegazioni immediate.
“La sicurezza non può essere trattata come un optional” afferma Salvador. “Ogni infortunio è un campanello d’allarme che deve portare ad azioni rapide e concrete. Pordenone deve restare un luogo dove si lavora in modo sicuro e nel pieno rispetto della dignità dei lavoratori”.
Il consigliere ha poi espresso un pensiero all’operaio ferito, augurando a lui e alla sua famiglia una pronta guarigione. Ma il messaggio che arriva è chiaro: l’incidente non è un episodio isolato da archiviare, bensì il segnale di un’urgenza che riguarda tutti i cantieri pubblici, un ambito che richiede controlli continui, trasparenza e responsabilità diffusa.
Il caso è destinato a far discutere ancora a lungo. E il video al buio rischia di diventare la scintilla che spinge il Comune ad accelerare verifiche e interventi. Perché un cantiere che procede senza luce non è solo un’immagine inquietante: è un simbolo di una sicurezza che, troppo spesso, rimane nell’ombra.
Last modified: Novembre 25, 2025

