Pordenone (martedì, 5 agosto 2025) — Una scia di hashish che ha inquinato le piazze e i luoghi di ritrovo dei giovani. La Guardia di Finanza di Pordenone ha messo fine all’attività di due uomini di origine afgana, accusati di aver alimentato per mesi il mercato della droga tra i ragazzi della provincia.
di Monia Settimi
L’operazione, coordinata dalla Procura di Pordenone, ha portato a due misure cautelari: uno degli indagati è finito dietro le sbarre, l’altro dovrà presentarsi ogni giorno alla polizia giudiziaria. Secondo gli inquirenti, almeno 500 episodi di spaccio sarebbero riconducibili alla coppia, con cessioni sistematiche di hashish a clienti giovanissimi.
Le indagini sono state un mosaico di appostamenti, pedinamenti e intercettazioni. Fondamentali anche le testimonianze di numerosi acquirenti, ascoltati uno ad uno dagli investigatori. Durante le perquisizioni, la Finanza ha passato al setaccio le abitazioni degli arrestati, trovando ulteriori riscontri alla loro attività.
Questo blitz si inserisce in un quadro più ampio di lotta allo spaccio nella zona. Lo scorso marzo, un altro cittadino afgano era stato arrestato con 300 grammi di hashish e 8 dosi di cocaina nascoste in bocca, un espediente che non aveva ingannato i finanzieri.
Oggi, per i due presunti pusher, le porte del mercato dello spaccio sembrano essersi chiuse. Resta il lavoro di bonifica sociale, per restituire ai giovani della provincia luoghi sicuri e liberi dalla droga.
Last modified: Agosto 5, 2025

