Pordenone — Al reparto di ostetricia dell’ospedale di Pordenone la stanchezza si taglia con il bisturi. Le ostetriche parlano di turni massacranti fino a dodici ore, medici allo stremo e posti letto ormai insufficienti. Da quando sono stati chiusi gli altri due punti nascita della provincia, quello di San Vito al Tagliamento e quello del Policlinico, tutto il carico è finito qui. E oggi il reparto si trova a gestire un numero crescente di nascite con risorse sempre più ridotte.
di Monia Settimi
Il futuro, poi, è avvolto nell’incertezza. Mentre il nuovo ospedale si prepara al grande trasloco, il calendario dei trasferimenti rischia di trasformarsi in un rebus. L’Asfo conferma il via ufficiale per il 29 novembre, con il passaggio dei reparti di medicina, radiologia e pronto soccorso. Ma per ostetricia — uno dei cuori pulsanti del sistema sanitario pordenonese — le tempistiche si allungano.
Il trasferimento, inizialmente previsto per febbraio 2026, potrebbe slittare ancora: il direttore del dipartimento non vuole muovere il reparto senza la pediatria al seguito. L’ipotesi più probabile, oggi, è luglio 2026, ma niente è scritto. E intanto il personale resta sospeso tra promesse e fatica quotidiana.
A far esplodere la polemica è stato il consigliere regionale Nicola Conficoni (Pd), che accusa la Giunta Fedriga di una gestione “disastrosa” della sanità nel Friuli Occidentale.
“Dopo aver chiuso due punti nascita e inaugurato un ospedale non ancora operativo, la Giunta ora lascia nell’incertezza uno dei reparti più delicati. È inaccettabile che a pagare siano le donne e le famiglie.”
Conficoni ha presentato un’interrogazione in Consiglio regionale, chiedendo chiarezza sui tempi del trasferimento e un intervento immediato. Gli fa eco Serena Pellegrino di Alleanza Verdi e Sinistra, insieme a Sebastiano Badin di Sinistra Italiana, che parlano di “un sistema sanitario allo sbando” e chiedono di riaprire un punto nascita pubblico a San Vito al Tagliamento, per garantire prossimità e sicurezza.
Nel frattempo, il direttore generale Giuseppe Tonutti resta cauto e non fornisce date certe, lasciando intendere che i ritardi potrebbero protrarsi fino all’estate.
Tra carenze di personale, scadenze incerte e polemiche politiche, il reparto di ostetricia di Pordenone resta in trincea. Un simbolo di una sanità che regge con fatica, sostenuta solo dalla professionalità di chi, ogni giorno, continua a fare nascere bambini anche quando il sistema sembra non riuscire più a reggere.
Last modified: Novembre 11, 2025

