Scritto da 4:51 pm Pordenone, Attualità

“Onde há vida, há esperança”: il coraggio di un pordenonese prende vita sul grande schermo

Pordenone (lunedì, 22 dicembre 2025) — Una sala piena e un silenzio carico di emozione hanno accolto al Cinemazero la prima proiezione di “Onde há vida, há esperança – Dove c’è vita c’è speranza”, film brasiliano del regista Rodrigo Rodrigues. La pellicola racconta la straordinaria vicenda di Santo Cereser, emigrante pordenonese del 1887, che lasciò Prata di Pordenone per cercare fortuna a Jundiaí, in Brasile, dove fondò un’attività vinicola che oggi continua a prosperare grazie ai suoi discendenti.

di Monia Settimi

L’evento, promosso da EFASCE – Pordenonesi nel mondo con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, ha visto la partecipazione di circa cento spettatori. Tra di loro anche il regista stesso, il compositore Kaique Fontes e Humberto Cereser, discendente di Santo e dirigente municipale per lo sviluppo economico di Jundiaí. Ad aprire la serata i saluti istituzionali di Angioletto Tubaro (EFASCE), Markus Maurmair (consigliere regionale) e l’assessore Walter De Bortoli.

La narrazione del film ripercorre il lungo e faticoso percorso di Santo: dagli anni nelle fazendas brasiliane, tra piantagioni di vite e lavoro instancabile, alla lontananza dalla famiglia e dalla terra natale. Dopo qualche anno, riuscì a ricongiungersi con la moglie Maria Piacentini e i sette figli, stabilendosi definitivamente a Jundiaí, dove acquistò il terreno Sítio Três Marias e diede vita a un vigneto che ha evoluto la produzione fino a includere vino, sidro, spumanti e altre bevande moderne.

Ma il film va oltre la storia economica: racconta un’eredità culturale e familiare, una memoria che lega Italia e Brasile. La famiglia Cereser oggi gestisce l’azienda CRS Brands / Cereser, continuando a trasmettere valori di responsabilità sociale e radici culturali. Il legame tra Prata di Pordenone e Jundiaí è stato formalizzato nel 2022 con un patto di amicizia, un simbolo della continuità dei legami migratori.

«La vicenda di Santo non è solo una storia personale», ha dichiarato Angioletto Tubaro. «È la rappresentazione del coraggio e della determinazione di generazioni di friulani che hanno saputo costruire un futuro lontano da casa, con resilienza e speranza».

Un film che commuove e ispira, capace di trasformare la storia di un emigrante in un racconto universale di sacrificio, crescita e speranza, dimostrando che dove c’è vita, c’è sempre anche un motivo per guardare avanti.

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Last modified: Dicembre 22, 2025
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