Pordenone (domenica, 25 gennaio 2026) — Un’operazione lunga, complessa e silenziosa ha portato a un nuovo e duro colpo contro lo sfruttamento sessuale dei minori in rete. Tre persone sono state arrestate dalla Polizia Postale, tra cui un 27enne residente a Pordenone, mentre un minorenne è stato denunciato a piede libero. L’intervento rientra in una vasta indagine coordinata dal Centro operativo per la sicurezza cibernetica (Cosc) Piemonte e Valle d’Aosta, su delega della Procura della Repubblica di Torino.
di Monia Settimi
L’attività investigativa, sviluppata con il supporto dei Cosc di Torino, Genova, Como e Pordenone, ha consentito di individuare e fermare due uomini — un 52enne del Cuneese e un 40enne genovese — accusati di detenzione di un ingente quantitativo di materiale pedopornografico.
A Pordenone, invece, gli investigatori hanno arrestato un giovane di 27 anni, ritenuto responsabile non solo della detenzione, ma anche della produzione di materiale con sfruttamento sessuale di minori. Il fermo è avvenuto in flagranza di reato, nel corso delle perquisizioni informatiche e domiciliari disposte dalla magistratura torinese.
Le indagini hanno inoltre portato alla denuncia di un ragazzo del Comasco, nato nel 2008, individuato come amministratore di un gruppo Telegram dal quale l’inchiesta ha avuto origine. Proprio quel canale sarebbe stato uno dei nodi centrali della rete criminale operante nel sottobosco digitale.
L’operazione rappresenta l’esito di un’indagine sotto copertura durata oltre due anni, durante la quale gli specialisti della sicurezza cibernetica hanno ricostruito una fitta rete di contatti online. Determinante è stata l’attività di “de-anonimizzazione”, resa possibile grazie all’utilizzo di strumenti tecnologici avanzati che hanno permesso di risalire all’identità reale degli utenti coinvolti.
L’inchiesta si inserisce in un filone investigativo già noto: nel 2025 erano stati arrestati due presunti promotori del gruppo, un sacerdote e un medico torinese, considerati figure di riferimento della rete. Un nuovo capitolo che conferma l’attenzione costante delle forze dell’ordine nel contrasto ai reati informatici e nella tutela dei minori, uno dei fronti più delicati e urgenti della sicurezza digitale.
Last modified: Gennaio 25, 2026

