Scritto da 7:02 pm Pordenone, Attualità

Pordenone, corsa contro il tempo in ospedale: tecnica d’avanguardia salva un giovane paziente

Pordenone (martedì, 16 dicembre 2025) — Una doppia emergenza, una scelta coraggiosa e un lavoro di squadra che fa la differenza. All’ospedale di Pordenone un intervento altamente innovativo ha permesso di salvare la vita a un giovane paziente colpito contemporaneamente da emorragia cerebrale ed embolia polmonare massiva, una combinazione clinica tra le più complesse e pericolose.

di Monia Settimi

Il paziente è arrivato in condizioni critiche, con una grave insufficienza respiratoria causata dall’ostruzione delle arterie polmonari. Un quadro che normalmente richiederebbe la trombolisi farmacologica, ma che in questo caso era assolutamente controindicata a causa dell’emorragia cerebrale in corso. Di fronte a un rischio elevatissimo, i medici hanno dovuto cambiare strada e puntare su una procedura alternativa, poco diffusa ma decisiva: la tromboaspirazione polmonare.

L’intervento è stato possibile grazie alla stretta collaborazione tra la Radiologia Interventistica, diretta dal dottor Mauro Biscosi, e l’Emodinamica Interventistica della Cardiologia, guidata dalla dottoressa Daniela Pavan, con il supporto fondamentale dell’Anestesia e Rianimazione, sotto la responsabilità di Vincenzo Sagnelli e del direttore Tommaso Pellis. Un lavoro corale che ha trasformato una situazione quasi senza via d’uscita in una storia di successo clinico.

Attraverso la vena femorale, i medici hanno introdotto un catetere di grosso calibro, guidandolo fino alle arterie polmonari. Qui è entrato in azione un sistema di aspirazione di ultima generazione, dotato di microprocessore, capace di ottimizzare la rimozione dei trombi in modo rapido e controllato. In pochi minuti, gli emboli responsabili del collasso respiratorio sono stati aspirati, liberando il flusso sanguigno.

I risultati non si sono fatti attendere. I parametri vitali del paziente sono migliorati rapidamente, consentendo la stabilizzazione clinica e il successivo ricovero in Terapia Intensiva per il monitoraggio. Dopo alcuni giorni, il giovane è stato trasferito in un’altra struttura per proseguire il percorso di cura.

Questa tecnica, indicata come terapia di prima linea nei casi di embolia polmonare ad alto rischio di sanguinamento, è supportata anche da studi clinici internazionali presentati recentemente a congressi di rilievo mondiale, che ne confermano sicurezza ed efficacia, soprattutto nei pazienti più instabili.

“Siamo orgogliosi di aver potuto offrire al paziente una nuova possibilità di recupero – spiegano i professionisti coinvolti –. Questi risultati nascono da competenze elevate, ma soprattutto dalla capacità di lavorare insieme, senza barriere tra specialità”. Uno spirito di collaborazione che troverà ulteriore slancio nel nuovo ospedale, dove Radiologia Interventistica ed Emodinamica condivideranno spazi, tecnologie e personale nel polo angiografico, per affrontare con ancora maggiore efficacia i casi più complessi.

Una storia che racconta non solo l’eccellenza della medicina, ma anche il valore del lavoro di squadra quando ogni minuto può fare la differenza tra la vita e la morte.

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Last modified: Dicembre 16, 2025
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