Scritto da 11:56 pm Pordenone, Attualità

Pordenone, la Tari tra le più leggere d’Italia: ma resta l’ombra delle disuguaglianze ambientali

Pordenone (martedì, 3 febbraio 2026) — Pagare meno è possibile, almeno a Pordenone. Nel 2025 le famiglie del capoluogo friulano hanno sostenuto una spesa media di 222 euro l’anno per la tassa sui rifiuti, una cifra decisamente inferiore rispetto alla media nazionale di 350 euro. Un primato che colloca la città tra le dieci più economiche del Paese, al fianco di centri virtuosi come La Spezia (180 euro), Fermo (205), Brescia (208) e Trento (217).

di Monia Settimi

Un quadro rassicurante per i pordenonesi, ma non per tutti gli italiani. Il report elaborato dalla UIL – Servizio Stato Sociale, Politiche Fiscali e Previdenziali mostra infatti un’Italia divisa: da un lato città dove si paga poco per un servizio efficiente, dall’altro territori dove la Tari sfiora cifre record. Basti pensare a Pisa (650 euro), Brindisi (529), Pistoia (524) o Genova (518), che guidano la classifica delle più care.

Dietro queste discrepanze si nasconde, secondo il sindacato, uno dei paradossi più evidenti del sistema pubblico locale: la tassa cresce, ma la qualità del servizio spesso no. In molte aree, soprattutto nel Mezzogiorno, la carenza di impianti e di strutture di riciclo continua a costringere i Comuni a spedire i rifiuti in altre regioni, con costi aggiuntivi che finiscono per gravare su famiglie e imprese.

«Quella che doveva essere una copertura dei costi di raccolta e smaltimento è diventata nel tempo un prelievo sempre più gravoso», denuncia Santo Biondo, segretario confederale UIL. Un fenomeno che dimostra come le differenze tariffarie non siano solo una questione economica, ma anche politica e gestionale.
Il Pnrr, che avrebbe dovuto segnare una svolta nella gestione dei rifiuti, procede invece a velocità ridotta. I progetti avanzano con difficoltà, e anche gli strumenti potenzialmente più equi – come la tariffazione puntuale (“Tarip”), basata sul principio “chi inquina paga” – rischiano di peggiorare la situazione se non accompagnati da investimenti in infrastrutture, mezzi e personale.

Per la UIL la ricetta è chiara: servono piani di lungo periodo, una governance più trasparente e un monitoraggio costante sull’attuazione del Pnrr, coinvolgendo anche cittadini e lavoratori del settore.

L’obiettivo? Rendere la gestione dei rifiuti finalmente sostenibile, equa e stabile nel tempo.

Intanto, Pordenone si gode il suo “vantaggio competitivo”, ma la sfida è mantenerlo. Senza un impegno continuo su impianti, raccolta differenziata e qualità del servizio, anche le realtà più virtuose rischiano di trasformare un successo economico in un’occasione perduta per l’ambiente.

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Last modified: Febbraio 4, 2026
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