Roveredo (mercoledì, 9 luglio 2025) – La notizia è ora definitiva: la RSA di Roveredo in Piano chiuderà il 31 luglio. Una data che segnerà un cambiamento profondo per la comunità, per i lavoratori e per i 19 pazienti ancora ospitati nella struttura. L’annuncio è stato confermato dal direttore generale dell’ASFO, Giuseppe Tonutti, che ha messo fine a ogni ipotesi di proroga: il contratto d’appalto non si rinnova, e la chiusura è inevitabile.
di Monia Settimi
Ma il paese non resta in silenzio. Su Facebook è attiva la pagina “Difendiamo la RSA di Roveredo in Piano”, diventata il cuore della mobilitazione, con oltre 340 adesioni. Tra cittadini, operatori sanitari e rappresentanti politici, la protesta monta. Una manifestazione davanti al municipio è già in programma. L’obiettivo? Chiedere conto di una scelta che per molti rappresenta non solo la fine di un servizio, ma una ferita aperta nel sistema sanitario locale.
Intanto ci si interroga sul futuro. Dove verranno trasferiti gli ospiti? Le prime risposte arrivano: alcuni saranno accolti dal Policlinico San Giorgio, altri da Casa Serena o dalla RSA di Sacile, che aumenterà la propria capacità ricettiva. Gli ingressi nella struttura di Roveredo saranno bloccati da subito, mentre gli ultimi trasferimenti sono previsti entro fine mese.
E i lavoratori? Per i 26 dipendenti della cooperativa KCS, il destino è incerto. L’ASFO ha avviato una selezione per assumere parte del personale infermieristico con contratti a termine. Più delicata la situazione degli OSS, per cui si parla solo di “possibili” ricollocamenti, forse al Policlinico o, per pochi, a Sacile. Una vera garanzia, però, ancora non esiste.
A rendere la vicenda ancora più controversa è la questione dell’edificio. Recentemente ristrutturato, secondo la CGIL è perfettamente idoneo ad accogliere ospiti fragili. Ma l’ASFO lo considera “troppo isolato” e poco adatto a gestire casi complessi. Il coordinatore infermieristico Vasile Coroian contesta duramente questa versione, sottolineando come la struttura abbia accolto pazienti con bisogni diversificati in pieno centro abitato.
L’idea di trasformare l’ex RSA in un centro per la neuropsichiatria infantile, oggi a corto di spazi, resta sul tavolo ma è stata rinviata a settembre. A quel punto Tonutti incontrerà i sindaci dell’Ambito per discutere il futuro. Fino ad allora, dal primo agosto, la RSA resterà vuota, simbolo concreto di un disinvestimento che molti non riescono a comprendere.
Come denuncia il consigliere regionale Furio Honsell: “Si smantellano servizi essenziali senza spiegazioni, si ignorano le esigenze di chi ha bisogno di cure continue, si lasciano lavoratori nell’incertezza. Se questa è la sanità del territorio, siamo di fronte a un clamoroso vuoto strategico.”
Last modified: Luglio 9, 2025

